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Le maniere forti di Putin alla manifestazione di Mosca

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Sarebbero oltre 828, forse mille, gli arrestati sugli oltre 1500 manifestanti durante la manifestazione organizzata per chiedere elezioni libere alla Duma di Mosca il prossimo 8 settembre. Almeno un poliziotto è rimasto ferito, mentre molte sono le segnalazioni di violenze ai danni dei manifestanti da parte delle forze dell’ordine. Alcune immagini di uomini, bastonati da alcuni agenti mentre erano a terra, sono state diffuse in rete, e i video di altre vessazioni sono state diffuse sulle tv russe. Alexander Svidersky, un membro del commissione elettorale, ha lamentato di esser stato arrestato mentre era a passeggio con il proprio cane nei pressi della manifestazione. Mentre Igor Kalyapin, un membro della commissione per i diritti umani voluta dal Presidente russo Vladimir Putin, è stato preso in custodia mentre registrava alcune immagini della manifestazione. Un’altro grande raduno, con almeno 1000 persone, è avvenuto ieri a San Pietroburgo, che assieme a Mosca e Sebastopoli è una delle tre città che ospita i tre parlamentini regionali federati del Paese.

 

 

Nonostante l’eco del forte richiamo della giovane Olga, la 17enne che nei giorni scorsi è diventata famosa per aver letto ad alcuni agenti di polizia quanto sancito dalla Costituzione in tema di libertà di manifestare, le istituzioni hanno deciso di intraprendere le maniere forti, dispiegando numerosissimi agenti in tenuta anti-sommossa. Sergei Sobyanin l’attuale sindaco di Mosca, la cui carica è stata votata lo scorso anno e non verrà rinnovata a seguito del cambio dei 45 membri della Duma di Mosca il prossimo mese, ha dichiarato che la manifestazione di ieri è «stata organizzata per obiettivi politici ed egoistici di qualcuno». Le autorità avevano invitato i cittadini a non prender parte a questa nuova ondata di proteste dopo quella non autorizzata organizzata davanti al municipio di Mosca lo scorso week end, che ha portato a oltre mille arresti. Uno di questi, Konstantin Yankauskas, uno dei candidati esclusi dalla competizione elettorale per irregolarità nella compilazione dei documenti a sostegno della sua candidatura, è stato rilasciato ieri.

Secondo quanto appreso nei giorni precedenti il sindaco Sobyanin avrebbe concordato a Mikhail Svetov una manifestazione di protesta in una zona più decentrata, lungo Prospekt Sakharov, la zona del primo anello verso la periferia della capitale dove generalmente le autorità relegano tutte le manifestazioni, già teatro il 20 luglio della più grande protesta dal 2012 ad oggi. Ma il leader del Partito libertario, un organismo non registrato, aveva chiesto una location più centrale, come per esempio la centralissima piazza Lubyanka, quella davanti alla sede dei servizi segreti. Subito dopo, mentre stava lasciando i colloqui, Svetov è stato messo in carcere per 30 giorni, con l’accusa di aver violato le leggi sulle riunioni pubbliche. La stessa accusa in capo ad Alexey Navalny. La trattativa è stata confermata anche da Lyubov Sobol, una blogger e avvocatessa anche lei esclusa dall’imminente competizione elettorale. «Le persone – riporta l’Ansa – chiedono più proteste e sabato scorso hanno dimostrato che sono pronti a uscire per strada, anche se la protesta non è stata approvata dalle autorità. Avrei tradito i miei sostenitori se avessi accettato di sfilare al Prospekt Sakharov ora» ha dichiarato. Sobol, che è considerata la madrina della manifestazione visto che questa volta è stata lei a chiamare in strada i manifestanti, fa parte della FBK, l’associazione fondata da Alexey Navalny che dal 2011 si oppone all’establishment esponendo le presunte irregolarità delle alte cariche e dei funzionari dello stato. Solo otto anni fa Sobol era stata inserita da Forbes come uno dei personaggi più importanti tra quelli meno conosciuti al mondo. Ma ora l’attivista è ben conosciuta. Anche lei, ieri, è stata arrestata dalla polizia. Secondo quanto divulgato la trentunenne è stata trascinata fuori dal taxi poco prima l’inizio della manifestazione. Mentre veniva portata su un van della polizia, la donna, debilitata da uno sciopero della fame di tre settimane, ha lamentato un’eccessiva foga e un’inadeguata tenuta degli agenti, muniti di armamenti inadatti per quella che era stata annunciata comunque come una manifestazione pacifica.

Il raduno è poi avvenuto a piazza Trubnaya, la zona dell’anello dei boulevard vicina alla circonvallazione interna, più decentrato rispetto a quello inizialmente voluto. I negozi della zona erano stati preventivamente chiusi e anche il segnale della rete mobile era stato spento, al fine di limitare il più possibile il dilagarsi delle proteste e l’ammontare dei danni. Tra gli arrestati ci sarebbe anche Georgy Alburov, un altro militante del gruppo FBK, lo stesso di Sobol e del blogger Alexey Navalny, arrestato lo scorso mese. Tra i manifestanti, molti dei quali urlavano «rivogliamo le nostre elezioni», sono stati segnalati molti giovani, molti dei quali nati dopo il 1999, quando l’attuale presidente russo Vladimir Putin è diventato primo ministro del presidente Boris Eltsin dopo aver guidato il KGB. Secondo quanto diffuso dalle autorità, molti manifestanti rischiano fino 15 anni di carcere. Anche perché, nonostante le dichiarazioni sugli intenti pacifici, alcuni presenti sono stati trovati con pistole, proiettili di gomma, coltelli e bombole di gas. E’ quanto riferito dal canale della televisione di stato Rossiya-24.

Cosa ha fatto scattare la rivolta

La scintilla che ha fatto scattare la rivolta è stata l’esclusione dalle elezioni buona parte dei leader dell’opposizione, perché sono state rilevate eccessive irregolarità, oltre il 10 percento, nei documenti presentati, soprattutto nelle circa 5 mila firme, e nei dati anagrafici dei sostenitori dei candidati. Una decisione ritenuta dagli interessati strumentale e politicizzata, volta a favorire Russia Unita, il partito del Presidente russo Vladimir Putin, e anche dell’attuale sindaco di Mosca, che secondo alcuni sondaggi godrebbe il 60 percento dei consensi su base nazionale. La loro suggestione sarebbe stata confermata anche da un report di Alexander Kenev, Arkady Lyubarev e Andrey Maximov, che avrebbe denunciato un trattamento disuguale e discriminatorio da parte delle commissione MCEC. La commissione elettorale ha però dichiarato di aver validato le sue scelte con metodi di analisi calligrafica scientifici.

Una delle immagini simbolo della protesta, risalente allo scorso luglio, è stata quella di Sobol che veniva portata di peso fuori dagli uffici della commissione elettorale di Mosca mentre ancora sedeva sul divano. Da quel momento la situazione a Mosca è divenuta incandescente. Anche l’operato della FBK è stato messo in discussione. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro dell’interno Vladimir Kolokoltsev ha avviato delle indagini disponendo dei controlli sui conti correnti dei militanti dell’associazione, perché sospettati di riciclaggio di denaro per una somma di quasi 14 milioni di euro. Lo scorso 24 luglio l’oppositore russo Navalny è stato fermato dalle forze speciali di polizia sotto la sua abitazione a Mosca, mentre usciva per comprare dei fiori per il compleanno della fidanzata e fare un po’ di jogging. Il blogger e avvocato, che già era stato estromesso dalle elezioni presidenziali, aveva lanciato un appello per una manifestazione di protesta, che poi avrebbe portato in piazza oltre 3 mila persone, e per questo motivo è stato arrestato per 30 giorni. Durante l’arresto l’antagonista di Putin, già in manette nel maggio 2018 dopo una manifestazione di protesta non autorizzata, ha avuto una forte orticaria da avvelenamento, ed è stato portato in ospedale e poi dimesso dopo controlli ritenuti dai suoi medici troppo approssimativi.

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