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Ci sono cinquantamila italiani che chiedono di abrogare l’obbligo per tutti i vaccini

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Le associazioni di genitori per la libertà di scelta che si oppongono a tutte le vaccinazioni obbligatorie ieri hanno annunciato che la proposta di legge di iniziativa popolare che chiede la sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva ha raggiungo (e superato) le cinquantamila firme. Si tratta del numero di firme necessarie affinché la proposta di legge venga discussa dal Parlamento.

La proposta di legge per abolire le vaccinazioni obbligatorie ha raccolto 50 mila firme

L’iniziativa è stata promossa da decine di associazioni del no obbligo (quali ad esempio Comilva, Corvelva o Auret, solo per citarne alcune) che da tempo chiedono che i vaccini vengano resi facoltativi per timore di possibili reazioni avverse. Le reazioni avverse in questione sono quelle elencate nei rapporti di AIFA sulla sorveglianza post marketing dei vaccini. Rapporti dai quali emerge che i vaccini non abbiano particolari reazioni avverse gravi, non più di altri farmaci e soprattutto non tali da giustificare l’allarmismo delle associazioni free-vax che ad esempio sostengono che i vaccini causino l’autismo. Secondo il comitato promotore invece le vaccinazioni «espongono ad un rischio non calcolato di reazioni avverse, che possono portare anche a problematiche gravissime, sino a condurre alla morte».

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Le firme raccolte dovranno poi essere verificate dagli uffici della Camera o del Senato; starà agli organizzatori decidere presso quale ramo del Parlamento presentare la proposta di legge. È ancora presto quindi per cantare vittoria, anche perché la legge scritta dai free-vax va ben oltre i propositi dell’attuale maggioranza di governo. I sostenitori della libertà di scelta vorrebbero infatti l’abrogazione di tutte le leggi in materia di obbligo vaccinale. Non solo la legge 119/2017 (legge Lorenzin) ma anche di quelle che hanno introdotto le “vecchie” vaccinazioni obbligatorie. Si tratta della legge 6 giugno 1939, n. 891, recante obbligatorietà della vaccinazione antidifterica; della legge 5 marzo 1963, n. 292, che ha stabilito l’obbligo di vaccinazione antitetanica; della legge 4 febbraio 1966, n. 51, sull’obbligatorietà della vaccinazione antipoliomielitica ed infine della legge 27 maggio 1991, n. 165, recante obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B. L’idea è quella di estendere a livello nazionale il metodo adottato in Veneto, unica regione italiana ad abolire l’obbligo vaccinale nel 2008. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti con un drastico calo della copertura vaccinale al di sotto della soglia di sicurezza del 95% che garantisce l’immunità di gregge. Ma per i free-vax l’immunità di gregge è un falso mito.

Cosa prevede la legge per la “libertà di scelta”

Come è noto anche il governo e la maggioranza Lega-M5S sono propensi a ridiscutere l’obbligo vaccinale, in particolare modificando la parte della legge Lorenzin che stabilisce che i bambini non vaccinati non possano accedere ai servizi educativi per l’infanzia (asilo nido e scuola per l’infanzia). Anche quella che è considerato il punto di partenza per il M5S , ovvero la proposta di legge avanzata dalla senatrice Paola Taverna, però non prevede l’abrogazione di tutti gli obblighi vaccinali ma solo il ritorno allo status quo antecedente alla legge varata lo scorso anno.

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La proposta di legge per la “libertà di scelta” è però al tempo stesso molto meno intransigente di quella presentata al Consiglio Regionale del Lazio da Davide Barillari e dal M5S Lazio. I free-vax infatti non parlano di “quarantena per i vaccinati” e sebbene nella presentazione della legge si faccia riferimento agli inutili esami pre-vaccinali alla fine nel testo della proposta non se ne fa alcun cenno. Una volta che le camere avranno verificato la regolarità delle firme la palla passerà al Parlamento. Che non ha alcun obbligo di discutere o esaminare la legge. Di fatto l’iniziativa è solo uno dei tanti modi con i quali una sparuta minoranza di cittadini italiani cerca di influenzare il dibattito politico. Senza però fornire alcun tipo di dato scientifico a sostegno delle proprie tesi, proprio come fanno da sempre no vax e freevax.

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