Cultura e scienze

Il preferito di Napolitano per il ministero degli Esteri

giorgio napolitano

Marzio Breda, quirinalista del Corriere, racconta del colloquio avuto ieri con il presidente del consiglio Matteo Renzi da Giorgio Napolitano, nel quale il presidente della Repubblica avrebbe rifiutato le tre ipotesi del premier per la Farnesina. Scrive il quotidiano che Napolitano avrebbe suggerito una quarta ipotesi:
Nel silenzio del Quirinale, scontato nella fase di un «primo scambio di opinioni», i boatos parlamentari accreditano la tesi secondo cui Renzi avrebbe proposto quattro ipotesi. Tutte femminili: 1.Marina Sereni, vicepresidente del Pd alla Camera; 2. Elisabetta Belloni, direttore generale della Farnesina per le risorse e l’innovazione; 3. Marta Dassù, ex viceministro; 4. Lia Quartapelle, trentaduenne neo-deputata e ricercatrice all’Ispi. Sarebbe poi emersa, nel colloquio,una candidatura subordinata:quella di Lapo Pistelli,attuale viceministro, che Napolitano preferirebbe perché sembra avvicinarsi di più ai requisiti d’esperienza e di standing internazionale che ha in mente.
napolitano
Lapo Pistelli quindi sarebbe il preferito del Quirinale, e sembra che Napolitano abbia suggerito un percorso per la scelta che potrebbe portare di nuovo a lui:

Un rebus che il presidente della Repubblica avrebbe suggerito di risolvere rovesciando la prospettiva. Ossia: focalizzare in primo luogo i dossier più caldi che il nuovo ministro erediterà dalla Mogherini (crisi dell’Ucraina, Libia, MedioOriente, immigrazione…) e, in parallelo, studiare i curricula più adeguati. Bisognerà procedere in fretta — ha raccomandato Napolitano — perchéè impensabile che l’Italia non abbia un titolare in carica,e non ad interim, già nei prossimi giorni, quando a Bruxelles si insedierà la nuova Commissione europea.

Insomma, in sintesi il presidente della Repubblica ha commissariato quello del Consiglio. La Costituzione glielo permette, visto che dice che i ministri vengono nominati dal presidente della Repubblica di concerto con il presidente del Consiglio. Ma Renzi accetterà il giochino, che già si era presentato all’epoca della nomina del ministro dell’Economia?