Cultura e scienze

Pornprotest: il facesitting di massa davanti a Westminster

Se siete a Londra venerdì 12 dicembre avrete la possibilità di partecipare ad una singolare protesta contro il Governo (e i matusa) che mira anche ad entrare nel Guinnes World Records: la Pornprotest. Qualche settimana fa il Parlamento inglese ha legiferato vietando alcune particolari categorie di porno che ora sono diventate illecite. Per salvare il porno inglese quindi domani è stata indetta una singolare protesta davanti a Westminster e chiamata prosaicamente Pornprotest.
 

Le guideline per il porno (via bbfc.co.uk)
Le guideline per il porno (via bbfc.co.uk)

 
NIENTE BDSM, SIAMO INGLESI
I divieti del Governo fanno parte dell’Audovisual Media Services Regulations per il 2014. In buona sostanza il porno che si potrà trovare on-line dovrà rispettare le stesse linee guida dei video porno commercializzati nei sexy-shop britannici. Si tratta naturalmente di video vietati ai minori di 18 anni ma che devono avere caratteristiche ben precise per non incorrere nella censura. In sostanza ad essere colpite dalla scure del neo-puritanesimo britannico sono tutta una serie di pratiche che ricadono più o meno all’interno della definizione di BDSM. Vediamo nel dettaglio quali forme di pornografia non potranno più essere filmate e viste nel Regno Unito:

La rappresentazione di atti sessuali nei quali è rappresentato una reale o apparente mancanza di consenso. Qualsiasi forma di costrizione fisica che impedisca ai partecipanti di indicare che non consentono più al loro svolgimento.

E qui si vanno a colpire tutte quelle “attività sessuali” come il bondage, il femdom (ma anche altre forme di dominazione come ad esempio il facesitting che è considerata una pratica potenzialmente mortale) ed in generale tutto quello che ricade nella categoria “abuse” (consensuale o meno). Niente da fare anche per quanto riguarda tutte quelle fantasie di role play che vadano un po’ al di là del comune modo di sentire. Probabilmente questa scena de “L’attimo fuggente” quindi sarebbe censurata in UK.

 

Infliggere sofferenze o atti sessuali che possono causare danni fisici duraturi, sia che siano veri (all’interno del contesto sessuale) sia simulati. Possono essere fatte alcune concessioni per quanto riguarda attività sessuali non violente e consensuali.

Di nuovo altre restrizioni al mondo sadomaso. Niente spanking, caningwhipping, Cosa dire quindi di questa scena di Secretary?
 

Penetrazioni con oggetti associati con la violenza o che possono causare danni fisici.

Dite pure addio al fisting e alle forme più fantasiose di object insertion. Il Governo inglese quindi ha arbitrariamente deciso che certe cose non si devono fare e non si devono guardare. Naturalmente è fuori di dubbio che questo genere di divieti non impedirà né l’una né l’altra cosa. L’importante è evitare che del materiale, è bene ricordarlo destinato unicamente agli adulti  e i cui interpreti sono maggiorenni, possa in qualche modo percolare all’interno della sana e robusta società inglese andando a danneggiare le vite dei bambini innocenti. Fa sorridere che tra le varie forme di pornografia vietate ci sia anche l’eiaculazione femminile, c’è davvero qualcuno che ha paura degli orgasmi delle donne? Forse solo quelli che non hanno la minima idea di come si fa.

 
pornprotest - 2
 
FACESIT-IN 
Le nuove regolamentazioni in materia di pornografia on-line difficilmente danneggeranno gli utenti e gli spettatori, in fondo l’Internet è bello perché è senza confini. Certo, i più autarchici tra i segaioli saranno sicuramente scontenti dal fatto che non si potrà trovare BDSM orgogliosamente Made in UK, ma alla fine sono cose di poco conto. A soffrirne di più sarà invece l’industria del porno britannico, soprattutto registi e performer specializzati negli atti che ora non potranno più essere filmati e commercializzati. Ad organizzare la singolare protesta è Charlotte Rose, una che nel mondo del porno ci lavora (è stata eletta Sex Worker of the Year nel 2013) e che nel tempo perso fa anche la terapista sessuale aiutando tutti quelli che hanno qualche problemino con la sfera sessuale. E sembra proprio che il Governo inglese qualche problemino ce l’abbia. Quindi Rose (che non è un’attivista dell’ultimo minuto) ha deciso di organizzare una divertente protesta, non un sit-in ma un facesitting davanti alla sede del Parlamento britannico. Magari con la colonna sonora dei Monty Python.

Certo, rimane il dubbio che più che la libertà di espressione si stia difendendo il diritto delle case di produzione a fare soldi. Ma a volte anche le lobby hanno a cuore i diritti civili.
 
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Foto copertina via Wikipedia.org