Cultura e scienze

Plutone a colori

Qualche mese fa Plutone ci ha fatto emozionare, ma ora sembra quasi che il pianeta nano del Sistema Solare sia tornato nel dimenticatoio. Eppure quanto ci è piaciuta la sua macchia a forma di cuore (anche se non era davvero a forma di cuore)? Ci siamo dimenticati di lui? No. Almeno non tutti. La NASA ad esempio non ha smesso di pubblicare le foto inviate dalla sonda New Horizons. Ecco gli “ultimi” aggiornamenti dal confine del Sistema Solare.

Che fine ha fatto New Horizons?

Queste foto sono inedite, e sono state scattate da New Horizons il 14 luglio durante il flyby a distanza ravvicinata (in termini astronomici) di Plutone. La sonda ora ha un nuovo obiettivo, gli scienziati che lavorano al programma hanno individuato un piccolo oggetto chiamato “2014 MU69” che probabilmente sarà la prossima meta di New Horizons. L’oggetto si trova all’interno della Cintura di Kuiper ed orbita a un miliardo di chilometri da Plutone. Se la missione riceverà l’ok New Horizons dovrebbe raggiungere 2014 MU69 nel gennaio 2019.

La mappa ad alta definizione di Plutone è stata ottenuta combinando le foto ad infrarossi con quelle a colori Credits: NASA/JHUAPL/SWRI
La mappa ad alta definizione di Plutone è stata ottenuta combinando le foto ad infrarossi con quelle a colori
Credits: NASA/JHUAPL/SWRI

Cosa c’è sulla superficie di Plutone?

Oltre ad immagini ad alta risoluzione con una colorazione modificata in modo da farci cogliere i dettagli della “macchia a forma di cuore” e dei crateri di Plutone la NASA ha pubblicato anche due immagini che ci mostrano più “da vicino” come l’aspetto della superficie del pianeta nano. La crosta ghiacciata di Plutone sembra quasi la pelle di un serpente in questa foto:

Credits: NASA/JHUAPL/SWRI
Credits: NASA/JHUAPL/SWRI

In quest’altra invece si può apprezzare meglio la geologia del pianeta, con i suoi crateri e i suoi rilievi montuosi. Inoltre sulla destra si può vedere quello che la NASA ha definito un “lago ghiacciato” con dune di ghiaccio e pulviscolo che sembra mosso dal vento.
Credits: NASA/JHUAPL/SWRI
Credits: NASA/JHUAPL/SWRI

Di cosa è fatto Plutone?

Il team che sta analizzando la composizione del pianeta nano non si sbilancia. Ci sono alcune aree di Plutone (la zona chiamata Sputnik Planum) che sembrano essere ricoperte da uno strato di metano ghiacciato. Altre invece (la regione chiamata Cthulhu Regio) dove non è stata rilevata alcuna traccia di metano. Il metano congelato sembra essere concentrato per la maggior parte nelle zone più luminose di Plutone, ad esempio il bordo superiore dei crateri, mentre le zone più scure ne sono prive. Non è chiaro però se sia la presenza di metano a rendere le aree più luminose oppure se è la luce a favorire la condensazione del metano.

A sinistra le zone in rosa sono quelle dove è stata rilevata la presenza di metano ghiacciato. Più il rosa è acceso maggiore è la concentrazione. Le zone nere invece rivelano una totale assenza di metano. A destra l'immagine spettrografica è stata montata su una foto di Plutone (Credits: NASA/JHUAPL/SWRI)
A sinistra le zone in rosa sono quelle dove è stata rilevata la presenza di metano ghiacciato. Più il rosa è acceso maggiore è la concentrazione. Le zone nere invece rivelano una totale assenza di metano. A destra l’immagine spettrografica è stata montata su una foto di Plutone (Credits: NASA/JHUAPL/SWRI)

Foto copertina NASA via Twitter.com