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Per Pino Maniaci è tutto un complotto

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«Si voleva marchiare Pino Maniaci, per due o tre presunte piccole estorsioni, a fronte di avvocati e magistrati indagati la gestione di beni del valore di centinaia di migliaia di euro e che oggi sono a piede libero e che non aspettavano altro che l’indagine approdasse a destinazione. E’ grave e inquietante che questi prefetti, magistrati sapessero che c’era questa inchiesta che bolliva in pentola» questa è la tesi esposta da Antonio Ingroia che ha incontrato i giornalisti, dopo l’interrogatorio di garanzia di Pino Maniaci, indagato per estorsione. Poi ha annunciato che denuncerà “i Carabinieri” per “avere distribuito lo spot promozionale dell’accusa, un video fatto intenzionalmente per distruggere Maniaci, inserendo la faccende dei cani e di Matteo Renzi, faccende che non avevano alcuna rilevanza penale, «così come le battute sulla mafia e l’antimafia – dice Ingroia – Tutto questo è stato fatto per sporcare l’immagine di Maniaci. La Procura ha il dovere di chiedere formalmente all’Arma chi ha predisposto questo video e poi chi lo ha distribuito».

Per Pino Maniaci è tutto un complotto

«Faremo anche una denuncia al sindaco di Borgetto e del suo addetto stampa Giuseppe Panettino per calunnia – dice Ingroia – perché alla fine della giostra se andiamo a guardare l’ordinanza, tolto il gossip e le cose che non hanno rilevanza penale, tolte le dazioni di denaro relative a spazi pubblicitari e non essendoci in nessuna intercettazione prova né di minacce né di offerte di mutamenti di linea editoriale, le accuse si fondano solo sulle accuse del sindaco e di Panettino». Lui durante la conferenza stampa nello studio dell’avvocato Bartolomeo Parrino ha fatto sapere di essere «incazzato ma sereno». Il giornalista indagato per estorsione ai danni dei sindaci di Borgetto e Partinico ha sostenuto che quella su di lui è stata un’operazione mediatica: «Sono amareggiato perché sono già stato condannato e perché – ha aggiunto – per notificarmi un divieto di dimora aspettano un’operazione antimafia. Hanno arrestato 10 persone, 10 mafiosi che sono pezzi di merda, che non c’entrano nulla con me, ma sono venuti di notte a prendermi, mi fanno la foto come un delinquente. Il fine è questo: infangare Pino Maniaci e Telejato per arrivare alla chiusura». Il giornalista ritiene di essere stato indagato dalla Procura dopo avere “fatto scoppiare lo scandalo” sull’ex Presidente della sezione Misure di prevenzione Silvana Saguto, indagata per corruzione dalla Procura di Caltanissetta. «Ho chiesto agli avvocati di chiedere a Caltanissetta tutte le intercettazioni che mi riguardano e non stralci – dice – ci potrebbero essere intercettazioni tra la Saguto e qualche magistrato, visto che lei sapeva dell’indagine. Insomma, ci hanno provato in tutti i modi, la Saguto di sicuro».

Nel merito Maniaci ha negato l’estorsione: «Non c’è stata nessuna estorsione. E per dimostrarlo ho messo a disposizione dei giudici tre anni di telegiornale di Telejato. Non c’è un solo servizio che dimostri che io abbia abbassato la guardia nei confronti del sindaco di Borgetto o di Partinico. C’è stata una dazione di denaro ma è dovuta a una pubblicità che la moglie del sindaco mette in onda. C’è la fattura», dice Maniaci. E sulla sua amante a cui avrebbe fatto avere un posto di lavoro dal Comune in cambio di una linea “più morbida”, dice: «Anche quella non è una estorsione, è dovuto al fatto che lei già lavorava al Comune con un contratto di servizio civico. Mi aveva chiesto cortesemente se potevo parlare con il sindaco perché ha una figlia di 7 anni con handicap grave, che ogni giorno porta a Palermo».

«Domani Telejato chiude, non ho i soldi per la bolletta»

“Vi do una notizia: domani Telejato chiude, perché, avendo altri pensieri, non ho potuto raccogliere i soldi, anzi il pizzo, per pagare la bolletta della luce che scade domani”, ha poi sostenuto Maniaci a metà tra il serio e il faceto. Ha poi detto di non voler chiedere scusa a Renzi per la telefonata in cui lo definisce “uno stronzo” dopo la chiamata del premier per solidarietà.  Secondo i due difensori, l’inserimento, nel provvedimento che dispone il divieto di dimora per il cronista, di cenni a sue vicende private, sarebbe inopportuno: «Siamo di fronte a gossip, ad un processo mediatico e alla vita privata di Maniaci. E’ un tentativo di imbavagliarlo molto sofisticato».  Ingroia, che ha annunciato di aver chiesto al gip di sostituire il divieto di dimora con il divieto di incontro con le presunte vittime dell’estorsione, ha annunciato una serie di denunce. “Denunceremo – ha detto – una serie di fatti legati alle amministrazioni locali di Partinico e Borgetto e denunceremo per calunnia alcune delle persone offese, che hanno agito per motivi di rancore contro il nostro cliente”. L’ex pm ha puntato il dito anche contro il video, distribuito alla stampa dai carabinieri, con stralci di intercettazioni ambientali di Maniaci. “Il video mette insieme – ha spiegato – intercettazioni che non sono nell’ordinanza, perchè penalmente irrilevanti, e servono solo a distruggere il mio cliente”. “Ad esempio – ha proseguito – la battuta su Renzi. La procura di Palermo deve chiedere ai carabinieri perchè sono state inserite”.