Cultura e scienze

Perché è utile fare il vaccino antinfluenzale contro il coronavirus

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Per il nuovo coronavirus 2019-nCoV non esistono né vaccini né farmaci. Eppure gli esperti consigliano di vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Perché? L’influenza è causata da un virus che è diverso dal coronavirus (che causa una polmonite virale) e il vaccino contro l’influenza non protegge dal nuovo coronavirus. Sembrerebbe quindi una mossa di inutile precauzione o – diranno alcuni – per poter vendere il vaccino influenzale proprio ora che la stagione è agli sgoccioli.

A cosa serve il vaccino antinfluenzale contro il coronavirus?

In realtà una ragione per consigliare di fare il vaccino antinfluenzale c’è. Bisogna intanto precisare che la mortalità da coronavirus – come tutti i virus e tutte le malattie – è più alta in certe categorie di persone. Malati ed anziani o persone il cui organismo è debilitato avranno meno “risorse” per combattere l’infezione e faranno più fatica a guarire. In questo periodo quindi quelle persone che per tutta una serie di ragioni sono “più a rischio” non tanto perché sono state in Cina o hanno avuto contatti con persone tornate dalla Cina ma proprio in virtù della loro situazione devono evitare di contrarre altre malattie che possano complicare ulteriormente il loro quadro clinico nel caso venissero a contatto con il nuovo coronavirus. Anche l’OMS raccomanda alle persone più avanti con l’età di prestare particolare attenzione perché potrebbero essere più vulnerabili all’infezione.

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Come spiegava ieri sera la virologa Ilaria Capua al Tg de La7 evitare di ammalarsi di influenza rende l’organismo più in grado di reagire ad un’eventuale infezione da coronavirus. Naturalmente questo ha dato adito ad una serie di affermazioni da parte di chi pensa che in realtà sotto sotto sia tutto business e che i vaccini più che aiutare l’organismo a combattere le malattie in realtà lo indeboliscano.

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Ma come spiegava Silvestro Scotti – segretario nazionale della Federazione italiana di medicina generale – ieri  su Repubblica: «vaccinarsi riduce la circolazione dell’influenza, crea meno casi, meno pressione sul servizio sanitario che può concentrare maggiore attenzione su eventuali casi da nuovo virus. Rende la diagnosi differenziale, cioè la distinzione tra le due infezioni, più facile, più rapida e porta all’isolamento di eventuali casi di coronavirus».

È più pericoloso il coronavirus o l’influenza?

Il problema infatti è che dal punto di vista dei sintomi quelli da coronavirus sono simili a quelli della classica influenza. C’è quindi la possibilità che molte persone, vuoi per paura, vuoi per l’effetto psicosi generato dai continui allarmi, scambino l’una per l’altro. Quello che succede quindi è che i malati (di influenza) andranno dal medico di base o ancora peggio in Pronto Soccorso per farsi fare la diagnosi. In questo modo però rischiano non solo di esporsi inutilmente al contagio ma anche di sovraccaricare il Sistema Sanitario Nazionale nel malaugurato caso l’epidemia arrivi anche in Italia.

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Ma c’è un’altra importante ragione per vaccinarsi contro l’influenza. Ed è quella data dal dottor Matteo Bassetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Genova e dirigente ospedaliero del San Martino. La ragione è che anche l’influenza è una malattia grave.

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Come ricorda il dottor Bassetti «nel 2018 in Italia solo in terapia intensiva vi furono 764 casi di influenza definiti come gravi con 173 deceduti (dati ISS). Si contarono 4 milioni di casi con un numero elevatissimo di morti con e per influenza» e ancora «ogni anno muoiono nel nostro paese circa 5000 persone di complicanze respiratorie da influenza». Insomma, una pandemia di coronavirus per il momento non è il problema immediato. Molto più importante invece non ammalarsi di influenza, che per la popolazione italiana invece è un rischio più concreto ed attuale.

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