Cultura e scienze

Chi ha paura di una principessa Disney lesbica?

@Giovanni Drogo|

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Mamme, chiudete in casa i vostri Mario Adinolfi e spegnete la televisione perché il nuovo attacco alla famiglia tradizionale arriva dalla Disney. Proprio lei, la famosa casa di produzione di cartoni animati “innocenti” dove in realtà il Gender ha costruito in tutti questi decenni le solide basi per appropriarsi delle coscienze dei più piccoli. Madri assassinate? Ci sono. Padri single che si fanno un figlio da sé con rudimentali metodi di fecondazione eterologa? Eccolo. Bambine cresciute da tre donne single con uno strano rapporto tra loro nessuna delle quali è la madre biologica? Ovvio che c’è. Non stupisce poi così tanto che all’uscita di Frozen qualcuno abbia detto che il cartone facesse parte della terribile e temuta agenda della propaganda gay.

A chiederlo su Twitter è Alexis Isabel che viene accreditata come la creatrice dell’hashtag #GiveElsaAGirlfriend. Ovviamente gli anti-gay hanno subito fatto partire una petizione per chiedere alla Disney di dare ad Elsa un principe azzurro e hanno lanciato il contro-hashtag #CharmingPrinceForElsa per il rispetto della famiglia tradizionale anche nei cartoni animati. Ma in fondo che male ci sarebbe se Elsa fosse dichiaratamente lesbica? Di sicuro non spingerebbe le ragazze e le bambine ad essere omosessuali ma potrebbe consentire invece una maggiore comprensione delle differenze. Ed in fondo i film Disney non sono sempre stati anche cartoni animati sull’incontro e la comprensione del “diverso”? Se guardiamo la Bella e la Bestia, Pocahontas o Red e Toby sotto quest’ottica sembrerebbe proprio di sì. C’è differenza nell’amore o nell’amicizia tra un conquistatore e una nativa americana, un cane e una volpe, una ragazza e una bestia molto umana e l’amore omosessuale? In fondo è sempre amore. E alla fine dei film Disney è l’unica cosa che trionfa davvero.