Cultura e scienze

Paolo Becchi contro il MoVimento 5 Stelle

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Il professor Paolo Becchi, già ideologo del MoVimento 5 Stelle fino al raffreddamento dei rapporti con Grillo e Casaleggio dopo la sua ennesima comparsata polemica in tv, da qualche tempo (E da dopo che i due fondatori hanno ricordato che lui non parla a nome dei grillini) è diventato un severo critico dei rapporti parlamentari dei pentastellati. Ieri ha scritto un post sul suo blog sul Fatto per mettere in luce i rischi di una deriva partitocratica. Becchi parte dallo scambio tra Sciarra e Zaccaria che ha portato alla nomina dei due:

Renzi si è “comprato” il M5S con facili promesse di posti e di scambi e il movimento è caduto in pieno nella trappola, convinto di poter “controllare” in suo favore un’intesa col Pd che comunque vada tradisce tutti i suoi principi: quel “tutti a casa”, “o noi o loro”, “ne rimarrà uno solo” che avevano scandito i momenti più belli della lotta per la liberazione del nostro Paese. Tutto questo finisce oggi con una ragnatela di trattative e negoziati che il M5S si dichiara ora disposto ad aprire anche sulla legge elettorale, sull’elezione del Presidente della Repubblica e sulla riforma della giustizia.

I 5 Stelle hanno in realtà smentito di voler costruire alleanze con il PD, ma il professore continua:

E ciò è tanto più grave, perché è stato “coperto” dalla peggior retorica. C’è stato il voto degli iscritti, una decisione presa dal basso, si dice. In realtà c’è stata la votazione di 17.746 iscritti su a quanto pare 500.000 iscritti certificati, una delle votazioni più basse mai registrate sul blog. E ancora: il M5S non ha votato i “propri” candidati, non ha chiesto ai cittadini iscritti di esprimere dei nomi che i portavoce avrebbero dovuto sostenere in Parlamento. Ha semplicemente chiesto agli iscritti di ratificare una decisione già presa dai portavoce, un nome proveniente dal Pd e che è stato accettato soltanto perché in cambio è stata data la contropartita di Zaccaria al Csm. L’argomentazione che entrambe sono comunque persone oneste per certo da sola non basta a giustificare quello che è successo. Questa sì che è ipocrisia: far passare una “ratifica”, un’acclamazione ex post, per una scelta dei cittadini, per una loro “iniziativa”.

E qui è quantomeno curioso che Becchi non abbia avuto nulla da dire su regionali, parlamentarie, e su tutte le votazioni M5S a cui hanno partecipato pochi intimi nell’ultimo anno e mezzo, ma si lamenti oggi del voto sulla Sciarra. Infine:

Che cosa ci attende ora? Una legge elettorale opposta a quella votata dalla rete, proposta da Renzi in nuove trattative, accolta da quelli che erano i nostri portavoce e ratificata dalla rete? O un Presidente della Repubblica nuovamente scelto da Renzi, accettato dai portavoce e ratificato dalla rete? Sarebbe questo il nuovo metodo rivoluzionario che sta facendo la storia? Sarebbe questa la nuova democrazia a 5 stelle?

Nuova? Il problema forse è accorgersene troppo tardi.