Politica

I patridioti contro il complotto immigrazionista della nave Diciotti

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Nave Diciotti è un’imbarcazione della Guardia Costiera spesso impegnata in operazioni di soccorso in mare nel Mediterraneo Centrale. La Guardia Costiera non è una pericolosa ONG ma è un corpo della Marina Militare italiana. Pertanto dipende dal Ministero dei Trasporti, retto attualmente dal concentratissimo Danilo Toninelli. La Guardia Costiera svolge – tra le altre cose – attività di pattugliamento e di ricerca e soccorso. Da quando si è insediato il Governo del Cambiamento però anche la Guardia Costiera ha difficoltà a portare in Italia i migranti che vengono tratti in salvo.

La pacchia è finita per la Guardia Costiera

Questo perché la chiusura dei porti (via social) da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini non solo impedisce alle imbarcazioni “pirata” delle Ong di fare rotta verso gli scali italiani ma anche le imbarcazioni della Repubblica Italiana. È successo poco più di un mese fa quando proprio a nave Diciotti venne lasciata allo sbando dal governo che prima non indicò il porto verso il quale fare rotta e successivamente, su pressioni di Salvini, si vide impedito l’attracco a Trapani e l’autorizzazione a sbarcare i migranti tratti in salvo a causa della presenza a bordo di due “facinorosi” che avrebbero costituito senza dubbio un grave pericolo per la tenuta delle istituzioni democratiche. Non serve ricordare che la Guardia Costiera è tenuta al rispetto delle convenzioni internazionali e delle leggi che regolano i soccorsi in acque internazionali.

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La situazione si sta ripetendo nuovamente oggi. La Diciotti è nella rada di Lampedusa, con a bordo 177 migranti (137 uomini, 6 donne e 34 minori) persone fortemente denutrite e debilitate sostiene Mediterranean Hope. Ieri il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma aveva chiesto a Malta di indicare un porto sicuro sottolineando che il soccorso al barcone in difficoltà per le avverse condizioni meteomarine era “avvenuto all’interno dell’area SAR maltese” e che era stato l’Rcc maltese ad “assumere il coordinamento del soccorso”.

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Malta però ha negato l’approdo facendo sapere in una lettera che quella della Diciotti è stata «una intercettazione ingiustificata in mare aperto, non sussisteva alcun elemento di pericolo. Le vostre affermazioni secondo cui i migranti vi stavano contattando per informarvi che erano in difficoltà sono false. La vostra è stata un’interferenza».

Nave Diciotti fa la fine delle Ong

In una nota pubblicata dal ministro degli Interni maltese Michael Farrugia si legge che il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma «non ha mostrato alcun interesse per la sicurezza dei migranti quando il barcone si trovava nella zona di ‘Search and rescue’ della Libia e non ha fornito assistenza tra una zona Sar e un’altra anche se la situazione a bordo dei barconi era la stessa». Farrugia ha anche postato una cartina che mostra il punto dove Diciotti è intervenuta per caricare a bordo i migranti. Un punto distante dalle coste di Malta e molto vicino invece a quelle di Lampedusa.

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Per Malta il porto sicuro più vicino è quello di Lampedusa, e ormai la Diciotti si trova in acque italiane quindi la richiesta di effettuare lo sbarco a La Valletta non può essere accolta. Leggendo tra le righe del comunicato si nota però soprattutto la critica all’operato della nostra Guardia Costiera che – sostengono le autorità maltesi – avrebbe accuratamente evitato di intervenire in quella che è la zona SAR libica (dove però nemmeno i libici sono intervenuti). Diametralmente opposta la versione del Viminale. Salvini sostiene che «quel barcone è stato “bellamente ignorato”, anzi è stato accompagnato verso le acque italiane, dalle autorità maltesi».

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Nella ricostruzione data da Salvini «i maltesi ieri avevano assunto la responsabilità di un intervento in aiuto di un barcone con 170 immigrati a bordo, come giusto, all’interno delle loro acque, e una loro imbarcazione (la P52) era giunta in zona, ma senza prestare alcun soccorso. I maltesi hanno quindi ‘accompagnato’ il barcone verso le acque italiane, e una nave della Capitaneria di Porto italiana, senza che al Viminale ne fossimo informati, ha imbarcato gli immigrati mentre ancora si trovavano in acque maltesi, per dirigersi verso l’Italia».

Quelli che hanno scoperto il complotto della Diciotti

Malta insomma vuole comportarsi come fa l’Italia che ritiene di avere tutto il diritto di “chiudere i porti”. Il che dimostra una volta di più come sostenere logiche di chiusura unilaterali possa pagare forse sul breve periodo ma a lungo termine finisce per complicare le cose. Una portavoce della Commissione Europea  la portavoce ha sottolineato come il caso Diciotti dimostri una volta in più, come non si possa «contare su accordi ad hoc», ma vi sia la necessità «di soluzioni sostenibili. Poiché non è responsabilità di uno o solo pochi Paesi, ma dell’Unione europea nel suo insieme». Certo, finché una parte del governo italiano continuerà a ritenere legittime le posizioni dei paesi del “gruppo di Visegrad” difficilmente gli altri stati membri si sentiranno in dovere di aiutarci.

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Nel frattempo un nutrito gruppo di sovranisti con la passione per Twitter ha iniziato in queste ore una campagna social contro nave Diciotti e la Guardia Costiera. Le accuse sono le stesse – si ricicla – mosse alle Ong. Ad esempio c’è chi dice che l’equipaggio della Diciotti è composto da “amici del giaguaro Soros”. E non è chiaro se intenda dire che sono pagati da Soros o se Soros in realtà ha in mano la Guardia Costiera. Due ipotesi egualmente assurde.

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Il solo fatto che la Diciotti abbia tratto in salvo i migranti (il solo fatto di essere a bordo di un barcone costituisce una situazione di pericolo, ha chiarito la Procura di Palermo) consente ai patridioti dei social di accusare l’equipaggio di essere contro il popolo italiano e di chiederne a Salvini (che non è minimamente competente) la rimozione immediata.

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C’è chi dice che la nave “ubbidisce agli ordini dei tedeschi e dei francesi” e chi accusa il comandante di voler portare i clandestini (o parassiti) in Italia.

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Altrove si paragona la Diciotti alla Aquarius. Perché nella logica perversa della disinformazione secondo la quale le Ong sono “taxi del mare” in combutta con gli scafisti i sovranisti faticano a capire perché un’imbarcazione della Repubblica Italiana che fa le stesse identiche cose debba essere considerata diversamente. La spiegazione è che né le Ong né la Diciotti sono taxi del mare, ma ormai è tardi per spiegarlo.

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Un’orda di account Twitter con bandierine italiane, mani tese e cuori neri, accusa la Diciotti di essere manovrata dal “deep state” ovvero dagli organismi nascosti dello Stato; oppure di agire come quinta colonna di poteri oscuri che tramano alle spalle degli italiani. Per ottenere cosa? La sostituzione di popolo, l’invasione, la sostituzione etnica. Ovvero nulla. Perché si tratta delle solite bufale diffuse in questi anni da politici come Matteo Salvini.

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E guardacaso sarebbe proprio Salvini la vittima di questa cospirazione, creata ad hoc dai soliti poteri forti per far vedere all’opinione pubblica che Salvini non è in grado di controllare gli apparati statali.

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