Cultura e scienze

Le otto multe non pagate da Ignazio Marino

immigrati ai parioli

Il colmo per un sindaco? Non pagare le multe per l’ingresso nel centro storico della propria città dopo aver vietato la circolazione ai cittadini. Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera di oggi ci racconta la storia del primo cittadino di Roma, Ignazio Marino, e di una serie di ricorsi fantasma che hanno bloccato le sanzioni nei confronti della sua Panda, dopo altrettanti ingressi al Centro Storico di Roma. Un’automobile che era finita anche al centro delle proteste del centrodestra in Senato per il suo parcheggio privilegiato. Ma adesso l’affare si ingrossa:

Ora salta fuori il «giallo» dellemulte non pagate, per essere entrato nella Ztl (la zona a traffico limitato che «chiude» il centro) con un pass scaduto. Vicenda che è oggetto di un’interrogazione parlamentare firmata da Andrea Augello, senatore Ncd. Risulta, infatti, che il sindaco, con la sua Panda, abbia preso otto multe ai varchi elettronici della Ztl perché, per due mesi, il suo permesso non era valido. Il periodo temporale va dal 23 giugno al 21 agosto 2014, quello che passa tra la scadenza del vecchio contrassegno e l’inizio di validità del nuovo. Infrazioni, codice alla mano, da 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro complessivi, più notifiche e interessi. Le contravvenzioni, dai tabulati del Dipartimento «Risorse economiche» dove sono registrate tutte le infrazioni commesse da Ignazio Roberto Maria Marino, nato a Genova il 10 marzo ‘55, risultano non pagate.

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L’infografica di Repubblica sulle multe non pagate dal sindaco Marino

La difesa di Marino è trasparente: le multe non sono state nemmeno notificate, per questo non sono state pagate. Ma i dati dicono altro:

Maqui scatta il primo «giallo». Un sindaco, secondo il Tuel (Testo unico enti locali), non può avere una «lite pendente» col Comune che guida, pena la sua decadenza. Cosa è successo? Augello, nell’interrogazione, ipotizza: «Evidentemente le contravvenzioni sono state bloccate d’ufficio dall’amministrazione comunale, sanando i due mesi di mancato rinnovo del permesso come se si trattasse di un errore del Comune e non di una ritardata richiesta del titolo del beneficiario»

Sotto la lente ci sono anche una trentina di altri ricorsi di Marino per multe e sanzioni del genere. Il sindaco dichiarò di non avere contenziosi con il Comune all’atto della sua elezione. Dove sono finiti?