Cultura e scienze

Meningite: come si trasmette il batterio

Nella zona del Basso Sebino bergamasco nell’ultimo mese si sono registrati cinque casi di sepsi da meningococco di tipo C, due dei quali costati la vita a Marzia Colosio, 48 anni, di Tavernola Bergamasca ma che viveva a Predore, e a Veronica Cadei, 19 anni, di Villongo

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Già cinquemila persone vaccinate (tremila nella Bergamasca e duemila nel Bresciano), con una campagna mirata che proseguirà fin da domani, nonostante la festività, tramite l’apertura straordinaria degli ambulatori della zona del Basso Sebino bergamasco, dove nell’ultimo mese si sono registrati cinque casi di sepsi da meningococco di tipo C, due dei quali costati la vita a Marzia Colosio, 48 anni, di Tavernola Bergamasca ma che viveva a Predore, e a Veronica Cadei, 19 anni, di Villongo. E’ quanto deciso ieri sera, al termine di un incontro in Prefettura a Bergamo, a seguito del quinto caso, quello di un sedicenne ricoverato da ieri all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma ora fuori pericolo. Intanto Repubblica pubblica oggi una serie di domande e risposte su come si trasmette il batterio della meningite:

Da dove arriva il meningococco C che sta colpendo in Lombardia?
Non si sa ancora con precisione, come spiega Giovanni Rezza, responsabile delle malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. Dalle prime analisi è molto simile a quello che ha circolato in Toscana nel 2015-2016, dove ci fu un’epidemia da 60 casi, ma anche in Liguria e a Milano.

Tutti coloro che vengono contagiati sviluppano la malattia?
No, ci sono anche tanti portatori sani che non si ammalano. Per questo non si può parlare di un singolo “untore”.

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La meningite (Il Messaggero, 17 gennaio 2019)

Come si trasmette il meningococco?
Attraverso la saliva, e per contatto molto ravvicinato, in locali chiusi e affollati. Può portare al contagio, ad esempio, baciarsi o bere dallo stesso bicchiere. Il batterio comunque sopravvive per poco tempo nell’ambiente.

Il batterio può essere trasmesso da un portatore sano all’altro?
Sì, le persone possono essere infettate ma non sviluppare la malattia.

Ci sono casi di contagio da malato conclamato?
Ormai i cosiddetti “casi secondari” sono molto rari, perché si interviene subito con la profilassi antibiotica su chi è stato a contatto con i malati.

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