Attualità

Salvini denunciato per "crimini contro l'umanità"

neXt quotidiano|

Matteo Salvini

Un vecchio capo del Viminale, il suo successore e quello in carica. Sono queste le tre personalità politiche italiane (in termini di rappresentanza, a cui va aggiunta anche una quarta persona) finite nel mirino di una denuncia depositata presso la Corte Penale internazionale (CPI) dell’Aja con l’accusa di crimini contro l’umanità. Una denuncia portata avanti da una ong tedesca composta da giuristi e che chiede ai giudici della Corte europea di valutare il comportamento avuto da questi rappresentanti delle istituzioni in merito agli accordi (rinnovati) con la Guardia Costiera libica sui respingimenti dei migranti. E nell’elenco compare anche il nome di Matteo Salvini.

Matteo Salvini denunciato per “crimini contro l’umanità”

E non c’è, tra gli italiani, solamente il nome del leader della Lega. Perché nella denuncia presentata al tribunale della Corte Penale internazionale sono stati coinvolti tutti gli esponenti politici che hanno sottoscritto e rinnovato gli accordi con la Libia e la Guardia Costiera del Paese nordafricano in merito alla gestione dei migranti e dei flussi migratori. Troviamo, dunque, l’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, il suo successore al Viminale Matteo Salvini – e il suo capo di gabinetto, ora a capo di quello stesso dicastero, Matteo Piantedosi – e l’ex capo della politica estera dell’Unione Europea Federica Mogherini.

A riportare la notizia, con tanto di nomi coinvolti in questa denuncia presentata dalla ong tedesca Ecchr (Centro europeo per i diritti costituzionali e umani, composta da molti giuristi) è stato il quotidiano britannico “The Guardian“. Lì, oltre alle figure italiane dislocate in varo periodi della storia recente e in differenti ruoli, si spiega che la denuncia per “crimini contro l’umanità” coinvolge anche l’ex numero uno del programma Frontex Fabrice Leggeri e gli ultimi due primi ministri – compreso quello in carica – di Malta. Il tutto si basa su quegli accordi con la Guardia costiera libica sui respingimenti.

“L’attuale sistema di supporto da parte dell’Ue alle capacità e alle operazioni della cosiddetta Guardia costiera libica lungo la rotta del Mediterraneo centrale non sta salvando vite umane. Le prove fornite nella denuncia indicano che queste operazioni potrebbero configurarsi come crimini contro l’umanità consistenti in gravi privazioni della libertà personale. Il diritto marittimo internazionale prevede che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate in un luogo sicuro. Nessuno dovrebbe essere riportato in Libia dopo essere stato soccorso in mare”.

Questa è la tesi della denuncia – già presentata alla Corte Penale Internazionale internazionale lo scorso anno, ma ora integrata con i nomi – presentata da parte della ong tedesca. E i nomi italiani coinvolti erano tutti in carica tra il 2018 e il 2021, anni a cui fa riferimento la denuncia.

(Foto/IPP/Gioia Botteghi)