Cultura e scienze

Massimo Giletti va a La7

massimo giletti

Massimo Giletti lascia la RAI e approda a La7 dove rifarà l’Arena. Oggi è lui stesso a parlare del suo addio a viale Mazzini con Paolo Conti sul Corriere della Sera, spiegando che il suo addio dipende dalla RAI: «Evidentemente il mio è un programma scomodo. Per alcuni esprime una cultura di centrodestra». Torinese, 55 anni, laurea in Legge, Giletti ha esordito come giornalista nel 1988 con Giovanni Minoli, nella redazionedi Mixer, e come conduttore televisivo negli anni Novanta presentando i contenitori di Rai Due.

Massimo Giletti: dunque, addio Rai…
«Sì… Ieri, martedì, è stato inevitabile uscire dalla Rai e provare tristezza. Anzi, molta amarezza perché Viale Mazzini è casa mia. Sono passato davanti al cavallo coperto dalle impalcature per i restauri e mi è rivenuta in mente una scena di trent’anni fa. Il mio primo appuntamento fu con Giovanni Minoli, devo a lui il mio approdo alla Rai. Era per le 11, arrivai alle 10 in giacca e cravatta.
Guardai quel cavallo a lungo,appena arrivato da Torino. Ricordo benissimo i sogni, le speranze, i progetti. Non avrei mai pensato che nel 2017 mi sarei ritrovato nelle condizioni di dover lasciare quel posto così pieno di significati per me».
Dunque approda a La7, nella rete ora diretta da Andrea Salerno, anche lui un ex Rai.
«Sì e rifarò L’Arena. La mia Arena… Qualcuno sperava che non andasse più in onda perché, dicono, dava molto fastidio. Ma L’Arena è la mia creatura professionale, l’ho fatta nascere, l’ho modellata. Ho scelto La7 perché ho capito che era lì la strada per dare continuità a questa esperienza».

Foto da Twitter

Uno dei motivi dell’addio alla RAI è che la trasmissione esprimeva una cultura di centrodestra:

«È vero, mi hanno difeso Meloni e Salvini però storicamente la politica sposa le convenienze dell’istante, ma tutti sanno che io sono un uomo libero… Non ho mai avuto padroni, la mia forza è sempre stata quella di essere super partes.Mai avuto alcun mandato politico, ed è stata la mia identità. Credevo bastasse per una tv pubblica avere questi risultati come garanzia. Evidentemente non è così. E un domani qualcuno dovrà spiegare, non a Giletti ma ai quattro milioni di telespettatori, perché L’Arena è stata chiusa. Ma la verità, non le favole».