Cultura e scienze

Il massacro di Sallusti a Otto e 1/2 ieri sera

alessandro sallusti otto e 1&2

Alessandro Sallusti è stato massacrato ieri sera a Otto e 1/2. Lilli Gruber ha cominciato la trasmissione con una domanda sul Mein Kampf e l’opportunità, da parte del Giornale, di distribuirlo in edicola insieme al quotidiano e da quel momento è partito un lunghissimo litigio tra Beppe Sala, Marco Damilano, Lilli Gruber e lo stesso Sallusti. La scintilla è stata di Sala: ha definito Il Giornale come un “House Organ” di Forza Italia, accostando il quotidiano agli strumenti di comunicazione aziendale che usano le imprese per i clienti e il personale. La definizione è pesante, così come sarebbe stata pesante quella di “organo di partito” perché il Giornale non è ufficialmente collegato a Forza Italia e la testata è di proprietà di Paolo Berlusconi e della Mondadori, mentre ad esempio il PD mantiene una quota di proprietà (anche se non quella di controllo) de l’Unità.
Detto ciò, vista la linea editoriale, se qualcuno definisce il Giornale un House Organ di Forza Italia Sallusti non dovrebbe offendersi più di tanto. Invece lui, con un’intemerata degna di miglior causa, ha detto che il suo quotidiano è indipendente e l’ha fondato Indro Montanelli, “dimenticando” che dal Giornale Montanelli se ne andò sbattendo la porta proprio per non dover sottostare alla deriva berlusconiana illustrata dal fratello dell’editore in una riunione di redazione che resterà nella storia dell’editoria italiana e dei suoi rapporti con “il padrone” (o il suo parente prossimo).

Il massacro di Sallusti a Ottoemezzo di next-quotidiano
Sallusti poi ha accusato Corriere e Repubblica di essere gli house organ di Sala, utilizzando la raffinatissima tecnica dello specchio/specchietto già in voga in tutti gli asili, e di “nascondere i bilanci di Expo”; poi ha sbroccato definitivamente: “Milano non può finire in mano a uno che ritiene il Giornale di Indro Montanelli un house organ! Una persona pericolosa”, ha detto riferendosi a Sala e tornando a nominare Montanelli a pene di segugio. Poi ha chiesto alla Gruber se è l’house organ di Cairo, mentre l’inquadratura in primo piano tradiva che le mani del direttore tremavano sempre di più a causa del nervosismo. Non una grandissima serata per il direttore del Giornale: forse peggiore di quando la Gruber gli chiese in diretta come andava con la Santanché.