Attualità

Salvini e Le Pen: l'ultradestra in tv spacca

Un articolo sul Nouvel Observateur cerca di dare una spiegazione all’infatuazione dei media francesi per Marine Le Pen. A quanto pare la Le Pen è il politico più presente nei programmi di approfondimento mattutini della televisione francese. Un bel passo avanti se si pensa che il padre Jean-Marie Le Pen era costretto a chiedere l’intercessione di Mitterand per ottenere spazio sul piccolo schermo. Certo, molte cose sono cambiate da allora, adesso il Front National è un partito con un peso politico diverso ed è stato il vero vincitore delle ultime elezioni europee in Francia.
 
IL TELEGENICO VOLTO DELL’ULTRADESTRA FRANCESE
Ma non è solo il successo alle europee ad aver spalancato a Marine Le Pen le porte degli studi televisivi francesi. Secondo L’Obs la scalata ai media francesi è iniziata con il dibattito televisivo tra la Le Pen e l’ex-ministro Jean-Luc Mélenechon durante la campagna per le presidenziali del 2012. Ad un certo punto della trasmissione Marine Le Pen si rifiutò di rispondere alle obiezioni di Mélenchon rimanendo però in studio.

Con il passare degli anni Marine Le Pen ha saputo utilizzare a suo vantaggio il mezzo televisivo, dando al pubblico e ai conduttori esattamente quello che cercavano: un leader politico che fosse presentabile (al contrario del padre) e che sapesse far commuovere gli spettatori. Allora eccola raccontare la storia della bomba che ha squarciato l’appartamento di famiglia quando aveva solo otto anni, della madre che l’ha abbandonata quando aveva 16 anni per poi scoprire a 18 anni che era diventata una coniglietta di Playboy. Insomma quel genere di storie che fa audience, Marine Le Pen è un essere umano, una vittima che non ha bisogno di far dimenticare di essere la figlia di Jean-Marie Le Pen. L’abilità di Marine sta nel fatto che sa parlare il linguaggio della televisione, non considera i giornalisti dei nemici che vogliono screditare il Front National. Marine ha saputo mettere in disparte il padre senza indispettire l’elettorato storico del suo partito e nel farlo ha guadagnato il favore dei media, del pubblico e degli elettori. E soprattutto sa dare al pubblico quello che vuole, come scrive L’Observateur, “rabbia, humour e grandi sorrisi”, non certo l’immagine della destra razzista becera e urlatrice dei Borghezio o di Le Pen padre. Nell’intento di dare un nuovo volto al partito Marine ha anche criticato il padre per una delle sue classiche uscite antisemite. La simpatia e la tenacia sono le armi usate dalla leader del FN per conquistarsi i favori degli spettatori.
 

Vista la carenza di idee per accreditarsi come lepenisti è sufficiente avere una foto con Marine Le Pen (fonte: Facebook.com)
Vista la carenza di idee per accreditarsi come lepenisti è sufficiente avere una foto con Marine Le Pen (fonte: Facebook.com)

 
LE AFFINITÀ ELETTIVE
Chi vi ricorda questo modo di fare di Marine Le Pen? Matteo Salvini? È possibile, il nuovo segretario della Lega Nord è anche lui impegnato a cambiare la facciata del suo partito senza però allontanare gli elettori storici. Non passa giorno che Salvini non sia invitato ad un qualche programma televisivo.
Matteo Salvini informa continuamente i suoi fan sui suoi movimenti televisivi. È nata una stella? (fonte: Facebook.com)
Matteo Salvini informa continuamente i suoi fan sui suoi movimenti televisivi. È nata una stella? (fonte: Facebook.com)

Anche Salvini ha in qualche modo rottamato gli impresentabili del suo partito nel tentativo (abbastanza decisamente riuscito) di far dimenticare Bossi, Belsito e il suo cerchio magico e fa di tutto per rendersi simpatico (soprattutto su Twitter e su Facebook). Salvini non si limita ad urlare contro gli immigrati e i terr-AH NO, ora la Lega è un partito NAZIONALE. Salvini fa le battutine, sfotte, fa il compagnone e affibbia nomignoli come Grillo. Quello che dice sugli stranieri è ributtante, però tutti ne parlano, perché fa il simpatico. Se continua così potrebbe pensare di fondare un canale del tipo solo Salvini tutto il giorno, un canale tematico che segua le mirabolanti imprese dell’erope padano Salvino Salvini. Almeno così saremo sicuri di non vedercelo apparire in felpa e ossa all’improvviso sui nostri teleschermi.
Solo il 15% di presenze alle votazioni al Parlamento Europeo?  Well done Matteo (fonte: Twitter.com)
Solo il 15% di presenze alle votazioni al Parlamento Europeo? Well done Matteo (fonte: Twitter.com)

E in fondo, chi se ne frega se per essere onnipresente Matteo si dimentica di andare a votare al Parlamento europeo, l’importante è invadere le televisioni. Ho paura che un giorno Salvini mi appaia mentre guardo un video su YouPorn, magari per dire che no, il porno interracial se lo facciano a casa loro, che noi c’abbiamo le padane,
 
L'intervista a Marc Lazar sulla Stampa di Domenica 9 novembre (fonte: La Stampa)
L’intervista a Marc Lazar sulla Stampa di Domenica 9 novembre (fonte: La Stampa)

 
CONTINUITÀ DI VEDUTE?
Ma al di là del modo di gestire le pubbliche relazioni e la propria immagine cosa accomuna Matteo Salvini e Marine Le Pen? È evidente che il nostro eroe ha preso a modello di riferimento la Le Pen, così come altri esponenti dell’ultradestra italiana, e già i giornali fantasticano della Lega nera del lepenista Salvini, ma davvero sono così uguali? In un’intervista alla Stampa di ieri il politologo francese Marc Lazar esprime qualche perplessità circa il lepenismo del leader della Lega Nord. Certo, le posizioni di Lega e FN su euro, immigrazione, Unione europea sono le stesse e in generale entrambi i partiti sono contro la famigerata ka$ta dei politici arraffoni (ma questo è uno dei vecchi cavalli di battaglia della Lega, ve lo ricordate di Roma Ladrona?). Un’altra differenza sostanziale, dice Lazar, è che il FN non è mai stato al governo mentre la Lega si. Il Front National quindi non è ancora dovuto scendere a compromessi con le altre forze politiche ed è più libero di criticare la destra francese, con la quale non si è mai alleato. Ultimo ma non ultimo il tema della difesa dell’identità nazionale, il Front National è un partito nazionalista, la Lega è, nella migliore delle ipotesi un partito regionale che nonostante le aperture di Salvini ai terroni e le dichiarazioni sulla volontà di sfondare anche al Sud è un partito che al primo punto del suo statuto persegue ancora l’indipendenza della “Padania”. Insomma se Marine Le Pen e Salvini vanno a braccetto in Europa lo fanno più per convenienza politica e marketing che per comunione d’intenti.