Cultura e scienze

Marco Travaglio e la “baVbaVie” delle manette agli evasori

marco travaglio barbarie manette evasori gaia tortora marianna aprile 1

Un paio di giorni fa Marco Travaglio ha partecipato a una puntata di Otto e Mezzo in cui si è discusso della copertina del Fatto in cui si esibivano le manette per gli evasori fiscali. E’ così cominciata una polemica che lo ha visto protagonista insieme a Marianna Aprile, che partecipava alla trasmissione, e a Gaia Tortora, comprensibilmente molto sensibile al tema. Nell’intervento il direttore del Fatto ha sostenuto a più riprese che bisognasse ammanettare gli evasori ed “esibirli come negli Stati Uniti” davanti alle telecamere per fungere da deterrente nei confronti degli altri.

L’editoriale del Fatto è oggi infatti dedicato a sfottere chi parlava di “barbarie”, anzi di “baVbaVie” (con la erre moscia) a proposito delle manette agli evasori:

Oggi come allora i garantisti all’italiana non si occupano di loro: si danno pena per i politici (sempreché siano del partito giusto: l’anno scorso Marcello De Vito del M5S fu ripreso e fotografato durante l’arresto, fra l’altro poi annullato dalla Cassazione, senza che nessuno facesse una piega o gridasse alla “bavbavie”) e i ricchi (molto popolari nel mondo dell’editoria perché pagano gli stipendi). È bastato che Conte&C. evocassero le manette agli evasori perché il consueto cordone di protezione si dispiegasse su giornali e talk show.

Fiumi di parole sulla nostra copertina con le manette (“perversione ”,“bavbavie”,“ovvove”!), ovviamente senza i volti dei destinatari (anche se qualcuno in mente ce l’avremmo). Gargarismi da finti tonti sulla “presunzione di innocenza”, che non c’entra una mazza, visto che non abbiamo mai titolato “Manette ai non evasori”. Balbettii benaltristi sulle “vere armi di lotta all’evasione”, che sono sempre “altre” ma nessuno dice mai quali, anche perché in tutti i Paesi civili chi evade finisce in galera senza che nessuno strilli alla“bavbavie”, e guarda caso quei Paesi hanno meno evasione di noi. Mark Twain diceva:“Se votare servisse a qualcosa, non ce lo farebbero fare”. Ecco: se il carcere agli evasori non servisse a niente, sarebbe previsto da sempre.

L’obiettivo dello sfottò sulla baVbaVie è ovviamente Marianna Aprile e stamattina lei e Gaia Tortora se ne sono accorte benissimo:

marco travaglio barbarie manette evasori gaia tortora marianna aprile

Intanto il direttore del Fatto è in completa trance agonistica sul tema, e lo si capisce dall’intervista a Giuseppe Conte che firma oggi. Basta leggere in sequenza le domande per capire che se non arrivano queste manette il presidente del Consiglio potrebbe passare un brutto quarto d’ora:

Perché l’aumento delle pene riguarda solo la frode fiscale e non il reato altrettanto grave e diffuso di evasione?

Quali aumenti di pena e quali riduzioni delle soglie di non punibilità (ora gigantesche, al punto che non si processa quasi nessuno) dobbiamo aspettarci in definitiva? Con quale strumento normativo? E in quali tempi? Non si rischia di rinviare alle calende greche?

Può impegnarsi sul suo onore che, quando le norme saranno operative, vedremo finalmente gli evasori sotto inchiesta, poi a processo e infine in carcere a scontare pene adeguate in proporzione alle risorse sottratte alla collettività?

La risposta di Conte all’ultima domanda è questa: “Siamo impegnati giorno e notte per questo. Il Piano antievasione va completato in tutti i suoi aspetti”.