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La diffusione delle varianti regione per regione

Mentre si discute sulle possibili nuove restrizioni fino a Pasqua per contenere l’avanzata delle varianti COVID il Corriere oggi pubblica una mappa della diffusione nelle regioni

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Mentre si discute sulle possibili nuove restrizioni fino a Pasqua per contenere l’avanzata delle varianti COVID il Corriere oggi pubblica una mappa della diffusione nelle regioni elaborata da Alberto Gerli, ingegnere laureato a Padova e specializzato in Texas.

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La mappa delle varianti COVID nelle regioni (Corriere 22 febbraio)

Tre province in cui le varianti del Covid-19 sono ancora in fase «primaria» e potenzialmente esplosiva (Brescia, Bergamo, Monza). Altre tre in cui le varianti sono già «entrate» e sono in fase di crescita: qui probabilmente hanno già fatto un pezzo del loro percorso, diffondendosi in una percentuale della popolazione, ma non si sa quando, e in che proporzioni, potrebbero «deflagrare» (Milano, Varese, Cremona). E questa è solo la Lombardia. Poi ci sono altre quattro province in Emilia Romagna, cinque in Toscana, due in Basilicata, una in Lazio, Marche, AbruzzoeCalabria. Tutte, come mostra il grafico in questa pagina, da «bollino rosso»: che indica la probabile presenza delle varianti nel loro rush iniziale, la fase più pericolosa e dagli effetti imprevedibili

La mappa è stata elaborata individuando le province che presentano una crescita anomale dai contagi. Secondo Gerli sono 25 le province in cui le varianti rappresentano una percentuale importante rispetto al totale dell’aumento dei contagi. E in 20 è probabile che la diffusione sia solo all’inizio. Ovvero che la crescita dei casi possa espandersi ulteriormente.