Cultura e scienze

Madame e il delirio sul gesto satanista a Sanremo

Uno screenshot dell’esibizione durante la quarta serata del Festival di Sanremo di Madame sta facendo discutere: o meglio, sta facendo discutere il fatto che sia completamente delirante

madame bufala gesto satanista

Uno screenshot dell’esibizione durante la quarta serata del Festival di Sanremo di Madame sta facendo discutere: o meglio, sta facendo discutere il fatto che sia completamente delirante. Il tweet in questione evidenzia un gesto della cantante che sarebbe una dichiarazione di appartenenza al satanismo.

 

madame bufala gesto satanista sanremo 1

La questione è stata accolta dal popolo con un certo disincanto che somiglia molto allo sfottò: “Noi italiani quindi invochiamo Satana ogni tre per due col nostro gesticolare”, scherza qualcuno, altri ricordano: “Ogni volta che metto il sale invoco Satana quindi?”, c’è poi chi si spende in una dissertazione più dotta: “Peraltro si tratta di un gesto apotropaico, propiziatorio e di buon auspicio. Si tratta di un antico simbolo che man mano è penetrato nella cultura cristiana permeando persino figure cardine come San Tommaso d’Aquino e San Bernardino da Siena; non mancano esempi accostati al Battista così come a Santa Elisabetta e talvolta anche in Santa Dorotea. Ben diverso è rapportare il gesto entro confini scientifici-antropologici”.  Il gesto di Madame infatti sembra assolutamente normale. Anche guardando il video della sua esibizione (che potete vedere qui) si nota come la cantante avvicini le dita sottolineando la melodia della sua canzone. Un po’ come faceva Mina:

Qualcuno pensa che sia satanista anche lei forse? C’è di più. Si tratta di un gesto talmente comune e banale che perfino un personaggio di un film Disney viene ricordato così:

madame bufala gesto satanista sanremo 2

E poi se proprio vogliamo dirla tutta a parte l’assurdità dell’intero tweet semmai il gesto del fare l’ok negli ultimi anni è stato a volte utilizzato come un segno di riconoscimento dai suprematisti bianchi . Il punto fondamentale però, come ha spiegato Oren Segal, direttore del Center on Extremism della Lega anti-diffamazione, è che è”il contesto è la chiave“. Non ci vuole molto per capirlo.