Cultura e scienze

M5S e Ukip, l'addio al gruppo costa milioni di euro

Lo scherzetto di Shultz costerà caro a Beppe Grillo e Nigel Farage. Ieri la notizia dello scioglimento ufficiale del gruppo M5S-Ukip all’Europarlamento a causa della defezione di una deputata lettone, senza la quale il raggruppamento non ha la rappresentanza di almeno sette paesi dell’Ue e deve quindi levare le tende. Oggi su Libero si ragiona intorno alle conseguenze dell’addio, a quanto pare generato da una proposta indecenze di Martin, l’ex “kapò” di Berlusconi: per convincere la signora al grande passo, infatti, le è stata offerta la presidenza della delegazione Asia centrale: se lasci il gruppo dei cattivi ti eleggiamo, altrimenti resti a piedi. «Ho dovuto farlo per essere eletta», avrebbe detto lei. Intanto oggi su Libero si ragiona intorno alle molte conseguenze di questa situazione:

Ad ognimodo, l’operazione è riuscita. La signora Grigule ha ottenuto la nomina in questione ed ha lasciatogli ex compagni nei pasticci.E non è solo questione di prestigio politico. I parlamentari che siedono nel gruppo dei non iscritti, infatti, sono largamente svantaggiati rispetto ai colleghi facenti parti di una compagine: meno tempo a disposizione per gli interventi, restrizioni in ordine alla presentazioni di leggi ed emendamenti, esclusione dalla distribuzione delle cariche .Soprattutto, rubinetti chiusi: niente gruppo, niente contributi. E la perdita è grossa: la formazione euroscettica avrebbe infatti dovuto incassare qualcosa come 4 milioni di euro l’anno (che il partito di Farage avrebbe usato per finanziare iniziative poco gradite al quartier generale brussellese tipo la campagna elettorale per il referendum sull’euro.

In realtà la perdita non è completa, ma comunque brucerà.