Cultura e scienze

L'unico modo per salvare l'Italia

Francesco Giavazzi e Alberto Alesina sul Corriere spiegano oggi che il governo Renzi ha sovrastimato la crescita del 2015, visto che l’esecutivo non ha contemporaneamente proposto misure significative per stimolare il Pil. Il dinamico duo (cit.) poi ci ricorda che bisognerebbe abbassare le tasse sul lavoro di 40 miliardi e finanziare il tutto con tagli alla spesa pubblica, ma, bontà sua, ammette anche che questo è impossibile nel breve periodo. Però poi è proprio questo che propongono a Renzi:

Se sforiamo, entreremmo nella procedura prevista per chi viola le regole europee, ma senza effetti significativi se già avessimo approvato un programma vincolante di tagli alla spesa e varato per decreto una riforma seria del mercato del lavoro. È ciò che fece la Germania nel 2003 quando Schröder varò la sua riforma del lavoro. La Francia ha annunciato per il 2015 un deficit del 4,3%, ma finora Hollande non ha fatto alcuna riforma significativa. Certo, è più facile per il ministro dell’Economia fare poco o nulla cercando di resistere sotto il 3%, magari con un aumento mascherato della pressione fiscale, e farsi applaudire nei consigli europei. Un piano complesso e innovativo di tagli di tasse, riduzioni di spesa e riforme richiederebbe un massiccio investimento di credibilità politica. Ma è l’unica via per salvare il governo di Matteo Renzi e, ciò che è più importante, l’Italia.