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"Se si vince, si vince tutte assieme", la lettera di Luciana Littizzetto a tutte le donne | VIDEO

@neXt quotidiano|

Luciana Littizzetto

Una lettera rivolta a tutte le donne, alla fine della settimana in cui si è celebrata la Giornata internazionale dell’8 marzo. A tutte coloro le quali lottano ogni giorno per rivendicare il proprio essere donna, nel tentativo di divincolarsi da quella morsa di una concezione ancora troppo patriarcale della struttura sociale. A tutte loro si è rivolta Luciana Littizzetto nella sua “letterina” letta nel corso della puntata di “Che Tempo che Fa” andata in onda domenica sera.

Luciana Littizzetto legge la sua lettera a tutte le “Maria”

Luciana Littizzetto si rivolge a tutte e sceglie il nome tradizionalmente più comune ed esemplificativo: Maria. E a tutte le Marie che fanno quotidianamente la storia (la loro storia) ha rivolto questo pensiero:

“Cara Maria, tu che sei considerata una quota, un tot da riempire per lavarsi la coscienza. Gentile ospite che meno parla e meglio è in un sistema pensato soprattutto per gli uomini. Mi rivolgo a te Maria, che ami Mario. E anche a te Maria, che stai con Maria e ti guardano storto perché c’è ancora chi non sopporta un amore diverso. A te Maria che sei single e non vuoi figli, oppure non riesci ad averne e tutti i giorni devi sentirti la lagna dei ‘ma quando lo fai un bambino? Ma quando lo fai un bambino?’. E anche a te che magari i figli li hai fatti e lavori tutto il giorno come una pazza. E che se ti curi poco sei un cesso, se ti curi tanto sei una zoc*ola, se ti prendi i tuoi spazi sei una madre degenere, se vai in depressione perché non ce la fai più sei una donna debole.
Mi rivolgo a te Maria, che guadagni il 30% in meno di un uomo eppure fai il suo stesso lavoro. Oppure a te Maria, che hai costruito la tua azienda dal nulla, sei la capa dei capi. Ma quando vai a firmare in banca guardano in faccia il tuo assistente perché pensano che il capo sia lui. Mi rivolgo a te Maria, che ti tocca nasconderti e passare la giornata tumulata sotto una stoffa scura. E a te Maria, che hai l’anima schiacciata da una pressa perché tuo figlio è andato a fare una guerra che non vuole. A te Maria, che con la febbre a 40 riesci a far finta di niente mentre Mario a 36.8 sta già cercando il numero di Burioni su Google. Parlo a te Maria, che sei una donna fortunata perché tuo marito ti ama così tanto che ieri sera ti ha rotto il naso con un pugno. Ma l’ha fatto per il tuo bene. E a te Maria, che vivi con la paura che il tuo capufficio ti rimetta le mani addosso, ma taci perché altrimenti ti giochi il posto.
E anche a te, giovane Maria, che sei stata violentata una sera d’estate e ti hanno detto che te la sei cercata, con quella minigonna e il tacco 12. E a te, piccola Maria, che hai 80 anni e d qualche giorno scuoti la tv come un uovo di Pasqua perché non vedi più una mazza e devi risintonizzare i canali e comprare il nuovo decoder o una nuova tv e tu sei sola, vecchia e non sai come fare. Mi rivolgo anche a te Maria, che hai vinto l’oro alle Olimpiadi e hai reso orgogliosa un’intera Nazione. Oppure a te Maria, che te ne sei fregata del protocollo e dal tuo pronto soccorso hai intuito cos’era il Covid. A te Maria, che sei sempre in prima linea per raccontarci il mondo al telegiornale. A te Maria, straniera e badante. Così preziosa per i nostri anziani. Ma anche a te Maria, che sei la prima donna a dirigere un’opera alla Scala.
A tutte le Marie del mondo, giovani o anziane, timide o brillanti, silenziose o ribelli. Che sanno cadere e rialzarsi, che non si vergognano a chiedere aiuto e che fanno delle battaglie di ogni donna del mondo la propria battaglia, perché se si vince, si vince tutte assieme”.

(foto e video: da “Che Tempo che Fa”, RaiTre)