Cultura e scienze

L'Italia, gli OGM e il nuovo medioevo

@Giovanni Drogo|

È ancora possibile fare ricerca scientifica in Italia? Da anni oramai sentiamo ripetere la triste storia dei cervelli italiani in fuga dal nostro Paese che hanno ottenuto successo e riconoscimenti all’estero. Il problema, si sente ripetere, è che l’Italia investe poco nella ricerca scientifica, che qui non ci sono le condizioni che consentono ai giovani ricercatori di talento di emergere. Ma il problema non è solo nelle università italiane: come mostra il recente dibattito per fermare la sperimentazione animale spesso i più grandi nemici della ricerca scientifica sono in Parlamento.
Il post anti-lobbies ogm della Sen. Fattori

Il post anti-lobbies ogm della Sen. Fattori

Accomunando i sostenitori della ricerca scientifica sugli OGM ai sostenitori della Monsanto, silenziando il dibattito con le faccine (e cancellando i post)
Gli Sticker di Facebook come forma di comunicazione parlamentare (Elena Fattori, Ed. Facebook/Casaleggio, 2015)
Gli Sticker di Facebook come forma di comunicazione parlamentare (Elena Fattori, Ed. Facebook/Casaleggio, 2015)

Oppure come fa il collega-senatore-cittadino-portavoce Alberto Airola impegnatissimo a smascherare il complotto dei poteri forti, non notate anche voi la strana coincidenza nella vicinanza tra la Cattaneo e Giorgio Napolitano??
Alla costante ricerca del complotto
Alla costante ricerca del complotto

E che dire invece di quelle ricerche che mirano a creare piante più resistenti per ridurre l’uso dei pesticidi? Anche su quello si preferisce bruciare le coltivazioni OGM e vietarne la sperimentazione invece che dotare il nostro Paese di un regolamento che disciplini la ricerca scientifica. Una delle argomentazioni di chi si oppone alla coltivazione di OGM è che lo fa in nome della difesa delle tipicità agroalimentari italiane, ma la Senatrice Cattaneo nel suo intervento ha ricordato che gli OGM possono essere utilizzati per difendere le nostre eccellenze:

E possiamo anche citare il pomodoro San Marzano, che ormai non esiste più. Era una tipicità di cui la Campania era il maggior produttore in Italia. Ma la pianta è attaccata da virus con sigle orribili: CMV, TSWV, CAMV. Non esistono preparati antivirali. Negli anni 2000 alcuni ricercatori stavano lavorando su geni capaci di dare resistenza a questo attacco virale. Il progetto è nel cassetto, e del nostro pomodoro tipico San Marzano non vi è ormai più alcuna traccia.

Incredibilmente quindi, una sperimentazione scientifica ben regolamentata sugli OGM avrebbe il felice effetto di difendere le specificità italiane dalla monocultura che importiamo dai paesi che quella sperimentazione la fanno e dalla quale continuano a trarre profitto. Ma finché nel dibattito pubblico si potrà sentire solo la voce di coloro che condannano “senza se e senza ma” il ricorso agli OGM sarà difficile fare cultura scientifica nel nostro Paese. E la scienza rimarrà, come vuole la Senatrice Fattori, in laboratorio: una cosa bella e costosa da guardare magari con sospetto ma da non utilizzare mai.