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L'invasione delle cimici cinesi al Nord

L’autunno è da sempre quel periodo in cui le cimici cercano di intrufolarsi all’interno delle abitazioni degli umani per starsene al caldo. Ma questo autunno le cimici sono sembrate a molti davvero troppe e troppo invadenti. Perché se in genere questi fastidiosi e puzzolenti insetti non arrivano in sciame ma al massimo capita di trovarne un paio o poco più. In molti invece stanno segnalando una vera e propria invasioni di cimici, che per altro sono diverse, mentre le “nostre” cimici sono verdi queste hanno un colore diverso: sono marroni e hanno dei piccoli punti più chiari sul bordo del dorso. Chi sono? Sono le temibili (soprattutto per l’agricoltura) cimici asiatiche Halyomorpha halys detta anche cimice marmorata (o cimice bruna o cimice cinese).
cimici cinesi invasione cimice marmorata

Il problema per le coltivazioni di frutta

Alcune foto diffuse su Facebook evocano piaghe bibliche a base di invasione di cavallette ed in effetti in un certo senso di “invasione” si può anche parlare visto che questa particolare specie di cimice non è autoctona ma proviene dall’estremo oriente. I primi avvistamenti risalgono a poco tempo fa, si ritiene che i primi esemplari siano stati notati nel modenese nel 2012. Dall’Emilia Romagna (dove pare le cimici siano arrivate come “clandestine” grazie agli scambi commerciali tra Italia e Cina) questi fastidiosi insetti si sono poi diffusi rapidamente in gran parte del Nord Italia, dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia. Per l’uomo a parte il fastidio (il disgusto) e la puzza le cimici cinesi non rappresentano un pericolo, esattamente come le due specie nostrane Palomena prasina e Nezara viridula. Il problema vero riguarda invece le colture, soprattutto i frutteti dove questi insetti possono essere molto dannosi in particolare quando sono presenti in gran numero. A differenza delle cimici autoctone infatti la cimice marmorata è molto più prolifica e riesce a deporre le uova almeno due volte all’anno, uova che una volta schiuse daranno alla luce anche 300-400 esemplari alla volta. Anche per l’ultima recente ondata di caldo la situazione è drammatica soprattutto nel nord est, tra Friuli e Veneto, dove sono a rischio soprattutto le coltivazioni di frutta e le viti; anche il mais è uno dei bersagli preferiti da questi insetti ma ormai la raccolta del granoturco è quasi del tutto terminata. In mancanza di veri e propri antagonisti naturali (gli uccelli in ogni caso vanno ghiotti di cimici) nelle campagne l’unico tipo di difesa è il ricorso ai pesticidi ed eventualmente alle trappole con i feromoni artificiali, ma ormai – almeno per quest’anno – sembra troppo tardi per queste ultime.
cimici cinesi invasione cimice marmorata

Sono innocue per l’uomo (ma puzzano)

Diversa naturalmente la situazione nelle città. Le cimici in fuga dai campi e alla ricerca di calore si sono riversate in massa nei pressi dei centri abitati (dove per motivi legati all’attività umana i predatori naturali sono ancora meno) affollandosi sui muri delle abitazioni e sulle finestre. Fortunatamente le cimici asiatiche, così come quelle europee, non pungono e non sono velenose quindi non rappresentano un pericolo per l’uomo per gli animali da compagnia che però potrebbero divertirsi a schiacciarle contribuendo a impestarvi la casa con la loro puzza. L’unico modo per “difendersi” dalle cimici cinesi è quello di evitare che entrino in casa, a quanto pare infatti i normali insetticidi di uso domestico non sembrano sortire particolari effetti per contenere l’invasione. Fintantoché non si abbasseranno drasticamente le temperature, facendo morire di freddo questi insetti bisognerà quindi portare un po’ di pazienza. Certo, è difficile quando si trovano centinaia di insetti sulla finestra la mattina. Insomma, le cimici sono sempre esistite, quelle cinesi danno più o meno lo stesso fastidio di quelle italiane, il problema è che l’inizio dell’autunno particolarmente caldo ha favorito una ulteriore proliferazione degli insetti che ai primi freddi hanno cercato di correre ai ripari.