Cultura e scienze

Il Fatto, Lifegate e la storia dei bambini argentini morti «di glifosato»

glifosato fatto lifegate

Il glifosato, lo sanno gli appassionati di polemiche sugli OGM e sui prodotti chimici utilizzati in agricoltura, è un erbicida utilizzato per disinfestare i campi. Come molti prodotti chimici usati in ambito agricolo anche per il glifosato si sospetta che non faccia bene alla salute. Dalle piante trattate con il pesticida – sia che siano usate per l’alimentazione animale sia che siano destinate al consumo umano – il glifosato attraverso la catena alimentare potrebbe depositarsi nel nostro organismo e  provocare danni che però non sono ancora stati scientificamente accertati. Ma questo, in certi ambienti, non è un problema rilevante perché il glifosato era un brevetto della nota multinazionale (malvagia) Monsanto che lo commercializza con il nome di RoundUp.
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Quali sono i reali pericoli del glifosato?

La IARC ha inserito il diserbante  nella categoria 2A (la stessa dei telefoni cellulari, giusto per essere chiari) delle sostanze potenzialmente cancerogene la stessa nella quale per intenderci è stata inserita la carne rossa. A novembre 2015 l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) aveva pubblicato un aggiornamento del profilo tossicologico del Glifosato stabilendo una “dose acuta di riferimento (DAR) [ovvero al giorno NdR] per il glifosato pari a 0,5 mg per kg di peso corporeo” per i consumatori. Gli esperti dell’EFSA (tutti tranne uno) hanno anche concluso che è “improbabile che il glifosato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l’uomo”. Ma questo ovviamente non ferma un certo tipo di persone e un certo tipo di giornalismo, in particolare quello di Lifegate che qualche tempo fa ha pubblicato un inquietante servizio fotografico sui danni causati dal glifosato in Argentina. Quel servizio (datato novembre 2015) è stato ieri condiviso sulla pagina Facebook del Fatto Quotidiano. Un semplice scambio di favori e di lettori, nel caso vi stiate chiedendo quale – o meglio chi – sia la merce, che però non è passato inosservato. È sufficiente leggere il pezzo di Lifegate per capire quante siano le imprecisioni e le scorrettezze vendute – al solito – come verità assolute. Ad esempio il breve paragrafo sulla “storia del glifosato” ci racconta che il prodotto ad un certo punto è stato utilizzato in accoppiata con gli OGM e che è stato a quel punto che la sua pericolosità è aumentata. Ecco creato il primo mostro, poco importa che il glifosato sia meno tossico degli erbicidi usati in precedenza, una volta che entrano in gioco gli OGM c’è solo da aver paura.
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Cosa c’entrano gli OGM? Probabilmente nulla

Ma arriviamo al punto centrale del pezzo: il glifosato causa malformazioni (in Argentina). Anche se poche righe prima si ammette che il prodotto viene usato ovunque da quasi quarant’anni sembra essere solo in Argentina che l’associazione con le coltivazioni di OGM ha causato i danni maggiori. A dirlo sono una non meglio precisata (né citata) indagine recente che spiega che la coltivazione di soia (destinata principalmente all’alimentazione dei bovini d’allevamento) unita all’impiego di glifosato ha causato un incredibile aumento di cancro nei bambini, malformazioni congenite, malattie della pelle e problemi respiratori anche negli adulti (mancano giusto la celiachia e l’autismo). A rendere drammaticamente visibile questo “genocidio” è il servizio fotografico del fotografo argentino Pablo Ernesto Piovano che ha documentato le condizioni di salute di alcuni abitanti del Paese. Il fatto è che le fotografie di Piovano, per quanto sconvolgenti (ed è questo il punto) non sono una prova scientifica né stabiliscono un rapporto di causa effetto tra OGM e glifosato. A dirla tutta non sappiamo nemmeno se davvero nelle zone dove Piovano ha fatto le foto vengano coltivati OGM e se venga utilizzato l’erbicida incriminato. In attesa dei risultati dell’indagine della IARC (che però riguarda solo gli effetti cancerogeni del glifosato) è bene ricordare che l’introduzione di alcune coltivazioni OGM ha consentito di ridurre il numero e la quantità dei pesticidi utilizzati per disinfestare i campi. Se gli erbicidi sono il male assoluto allora di sicuro combattere gli OGM non potrà che peggiorare le cose. Tornando invece al Fatto Quotidiano non deve stupire poi così tanto che ce l’abbiano con il glifosato, in fondo è lo stesso giornale che è andato avanti per mesi a sostenere le ipotesi sballate della procura di Lecce che riteneva che dietro la Xylella e il complesso di disseccamento rapido dell’olivo ci fossero – tu guarda – proprio la Monsanto e il temibile erbicida.