Cultura e scienze

La lettera di Fassina sul percorso comune per superare l'euro

uscire dall'euro

Stefano Fassina scrive una lettera di risposta al Corriere della Sera dopo l’editoriale di Antonio Polito che lo chiamava in causa ieri insieme a Gianni Cuperlo come i fautori di una proposta per uscire dall’euro che viene dal Partito Democratico, dopo l’euroscetticismo di Lega e MoVimento 5 Stelle.

Caro Direttore, in merito all’editoriale di Antonio Polito vorrei chiarire il passaggio decisivo sull’euro.Primo punto: l’euro-zona è suuna rotta insostenibile. Dopo quasi 7 anni, è ancora 3 punti percentuali di Pil al disotto del 2007, il debito pubblico medio nell’area è aumentato di 30 punti percentuali e siamo in uno scenario di deflazione.Secondo punto: oggi, non vi sono le condizioni politiche per correggere la rotta del Titanic Europa. I protagonisti economici epolitici dell’euro-zona, soprattutto le opinioni pubbliche, sono sempre più divergenti e indisponibili all’integrazione politica necessaria. Di fronte a tale quadro, dopo aver elencato le correzioni da perseguire, è populista scrivere che l’unica strada possibile per evitare il naufragio è il superamento cooperativo dell’euro?

Della sua formula, con tutte le perplessità che suscita, abbiamo parlato qui.

Superamento cooperativo non è una litote, come sostiene Polito, per indicare«l’uscita dall’euro». Quest’ultima è un’espressione che non ho mai usato perché la nostra uscita unilaterale equivarrebbe al collasso dell’unione monetaria. Inoltre, non mitizzo l’Italia della lira e delle svalutazioni competitive. Superamento cooperativo è un altro paradigma culturale ep olitico. È il riconoscimento di una discussione in corso, anche in Germania. È il tentativo di salvare, attraverso il negoziato multilaterale, l’Europa possibile e evitare che le destre nazionaliste e xenofobe cavalchino le sofferenze economiche e sociali e le paure delle classi medie impoverite e catturino la domanda di partecipazione democratica effettiva. L’europeismo della sinistra rimane solido, ma esce dall’imbambolamento retorico.

Insieme a Cuperlo, Fassina rappresenta il fronte democratico per uscire dall’euro.

Abbiamo puntato a ricostruire la sovranità democratica in una dimensione di integrazione sovranazionale. Purtroppo, la strada è bloccata. Consapevoli dell’arretramento storico di un sogno, dobbiamo provare a ricostruire la sovranità democratica nella subottimale dimensione nazionale. Nello status quo, l’alternativa non è un doloroso e lento miglioramento, ma il naufragio.

 

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