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Le regole della setta del Macrobiotico di Mario Pianesi

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La puntata di ieri di Chi l’ha visto? ha raccontato il funzionamento e le regole della cosiddetta “setta del macrobiotico” fondata da Mario Pianesi. A marzo Pianesi, la moglie e altri collaboratori sono stati accusati del reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti e lesioni aggravate. A Pianesi, che ha dato vita alla catena di negozi Un Punto Macrobiotico (UPM) è inoltre contestato il reato di evasione fiscale.

I comportamenti vietati ai seguaci di Un punto macrobiotico di Mario Pianesi

Il caso è esploso dopo la denuncia fatta nel 2013 da parte di una ragazza di vent’anni che ha fatto parte della “setta” e che ne ha denunciato i soprusi ai Carabinieri. La vittima del macrobiotico – che si era rivolta a Pianesi per curare un’artrite reumatoide infantile – era arrivata a pesare 33 chili seguendo una dieta macrobiotica unicamente a base di cereali e senza alcun farmaco. Le regole che Pianesi imponeva ai suoi seguaci, ovvero alle persone che seguivano le sue cinque diete MA.PI. erano ferree. Il programma di Federica Sciarelli ha rivelato i comportamenti considerati “inopportuni” da Pianesi e dai quali i seguaci della dieta macrobiotica dovevano astenersi.

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Fonte: Chi l’ha visto?

Era vietato ad esempio andare a ballare, ascoltare musica, usare Internet o gli smarphone, ridere troppo, usare vestiti con i colori viola, verdi o rosa. Alle donne era in particolare proibito di indossare gonne corte, stivali o tacchi alti, tingersi i capelli e truccarsi o lavarsi durante il periodo mestruale. Agli uomini era invece fatto divieto di tenere barba, baffi o capelli lunghi. Regole che – come per altre sette – hanno lo scopo di annullare la volontà dell’adepto e renderlo così malleabile.

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Fonte: Chi l’ha visto?

Ci sarebbero poi regole ancora più assurde, come ad esempio quella che vieta di “scendere dal letto con la destra” oppure di “tagliarsi capelli e unghie in giorni diversi dal martedì e giovedì”. A tutti inoltre era fatto divieto di perdere tempo, svagarsi e non lavorare per UPM. Tra le accuse a Pianesi e alla sua associazione c’è quella di sfruttamento del lavoro sottopagato (di fatto gratuito) degli adepti. Individui per lo più di età compresa tra i 20 e i 30 anni, emotivamente fragili (in alcuni casi con alla spalle un passato di tossicodipendenza), che venivano raggirati e ‘indottrinati’ dal maestro e dai suoi collaboratori, convinti a cambiare alimentazione e poi anche vita. Addirittura a lasciare il lavoro, per poi essere sfruttati come magazzinieri, sguatteri o camerieri nei punti vendita e di ristorazione dell’associazione. Tra gli obblighi dei seguaci c’è invece quello di versare denaro: all’Associazione, a Mario Pianesi per “presunte visite medice”, oppure a elargire fonazioni per la costruzione di un “ospedale macrobiotico” in Thailandia.

Come Pianesi e UPM controllavano i seguaci

Chi l’ha visto? racconta anche le modalità di controllo e “gestione” degli adepti. Nella denuncia la ragazza racconta che a causa del regime alimentare del guru della macrobiotica era ridotta praticamente alla fame perché “le quantità ai pasti principali erano scarse”. Durante uno dei tanti convegni ai quali i seguaci erano obbligati a partecipare come attività di formazione la donna si sentì male e venne “soccorsa” da una segretaria che le fece un massaggio per trasmetterle “l’energia positiva”.

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Fonte: Chi l’ha visto?

Successivamente iniziò l’esame per individuare quale comportamento scorretto avesse potuto causare il malore. L’idea che la causa fosse proprio la dieta macrobiotica non era contemplata perché i capicentro di UPM induceva gli adepti a trovare una causa esterna convincendo la ragazza che il malore “era dipeso esclusivamente dal mio comportamento e dalla mia incapacità di saper distinguere ciò che era giusto o non giusto mangiare”.

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Una lettera di scuse inviata da un pastificio Fonte: Chi l’ha visto?

La trasmissione di RaiTre ha rivelato che ad ogni “trasgressione” alle regole gli aderenti a Un Punto Macrobiotico erano costretti ad inviare lettere di scuse indirizzate a Pianesi nelle quali confessavano le loro colpe, come ad esempio aver mangiato troppo o aver utilizzato dei condimenti nel cibo. Altri trasgressori sono stati invece costretti ad inviare una cartolina al giorno nella quale descrivevano per filo e per segno tutto quello che avevano mangiato per dimostrare la loro buona fede nel metodo Pianesiano.

C’è però una cosa sulla quale Chi l’ha visto sbaglia. Ovvero quando dice che le diete di Pianesi sono considerate “sia dagli inquirenti sia per il mondo medico, pericolosissime”. In realtà le cose non stanno davvero così perché nel corso degli anni sono stati molti i medici, i ricercatori e gli scienziati che hanno lodato le virtù delle cinque diete MA.PI. spiegandone gli effetti benefici.
Foto copertina Mario Pianesi ad un convegno. Screenshot via Chi l’ha visto?

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