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Le regioni che non vogliono i migranti

Circa 10 mila migranti sono sbarcati negli ultimi giorni dopo essere stati soccorsi nel Canale di Sicilia. Tra martedì e ieri, in dodici diverse operazioni in mare aperto, sono stati soccorsi 1.511 migranti. Il flusso massiccio dei migranti (in almeno 140 sbarchi quest’anno) ha portato al collasso dei centri di accoglienza e spinto il Viminale a chiedere ai prefetti altri 6.500 posti. Ma i governatori delle regioni hanno detto no.
mappa migranti regioni
LE REGIONI CHE NON VOGLIONO I MIGRANTI
La circolare inviata ai prefetti lunedì scorso di cui abbiamo parlato ieri segnalava la necessità di reperire strutture per altri 6500 posti. Lo scritto prevedeva che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Campania mettessero a disposizione 700 posti, 300 invece dovranno essere trovati da Marche, Lazio e Puglia. Ne mancano 1400, e dovranno essere divisi nel resto d’Italia. Ma sarà difficile raggiungere il risultato in tempi brevi, visto che i governatori si sono opposti:

In alcune Regioni pesa certamente la campagna elettorale in vista delle amministrative del 31 maggio per la scelta dei governatori. Ma anche altrove c’è una vera e propria chiusura. Emblematica la risposta inviata dal funzionario della presidenza della Valle d’Aosta: «Con riferimento alla vostra nota con la quale, nonostante le nostre precedenti comunicazioni, viene comunque disposto il trasferimento di 50 profughi, d’ordine del Presidente della Regione nell’esercizio delle funzioni prefettizie, comunico la assoluta impossibilità, sentiti anche i sindaci dei Comuni della Regione, ad accogliere ulteriori profughi oltre ai 62 posti già garantiti da questa Regione. Si ribadisce pertanto che eventuali trasferimenti potranno essere disposti nei limiti della disponibilità già comunicata pari a un posto». La percentuale di accoglienza deve essere proporzionata all’estensione del territorio e al numero di abitanti. La realtà appare ben diversa.
Secondo la situazione aggiornata a ieri mattina nelle strutture erano presenti 69.46 3persone. Di queste, ben il 22 per cento sono state accolte dalla Sicilia e il 12 per cento dal Lazio. Una percentuale molto superiore a quella della Lombardia che ne assiste il 9 percento, mentre dovrebbe arrivare almeno al 14. Ancora peggio il Veneto, che provvede appena al 4 per cento dei migranti giunti nel nostro Paese a fronte di una quota che è stata fissata all’8 per cento minimo. Proprio come la Toscana: anche qui laquota è del 4 per cento mentre in Calabria e Campania sale fino al 7.
Basso pure il numero delle persone trasferite in Piemonte, pari al 5 per cento, anche se le trattative in corso tra il governatore Sergio Chiamparino e i vertici del Viminale sembrano aver portato a uno sblocco con l’assenso alla creazione di nuovi posti. Categorico è invece il governatore della Lombardia Roberto Maroni: «Non ci stiamo a subire quest’invasione, quindi zero posti in Lombardia finché continuerà questo atteggiamento irresponsabile da parte del governo».

sbarchi 6500 posti
Il totale degli sbarchi negli ultimi anni (Corriere della Sera, 15 aprile)

GLI SBARCHI DI IERI

La pressione sulle coste, alla vigilia dell’estate, con i timori per le ripercussioni sul turismo, è enorme. A Taranto sono giunti 342 profughi con una nave di Triton, mentre la petroliera greca “Rizopon”, con 82 immigrati, si è diretta a Cagliari, e un’altra petroliera ha condotto a Corigliano, in Calabria, 110 profughi, tra i quali 14 donne. Ma la prima linea è la Sicilia. A Palermo ieri sono approdati tre mercantili, che hanno trasportato 102 somali, 95 e 88 subsahariani, e all’alba a Messina da un mercantile sono scesi a terra 236 profughi. Il mistero degli spari in mare. A Catania intanto è giunto il rimorchiatore italiano “Asso 21” con 265 immigrati salvati al largo delle coste della Libia e oggetto di un attacco armato. La dinamica dell’assalto resta misteriosa: «Gli scafisti hanno sparato in aria: non all’equipaggio, né ai migranti – ha detto l’armatore Mario Mattioli -. Mentre era in corso il trasbordo è arrivato un barchino con cui hanno recuperato il barcone su cui si trovavano i migranti, sparando in aria per velocizzare le operazioni di sbarco». «Due di noi sono finiti in acqua, ma per fortuna sono stati recuperati prima che annegassero», hanno raccontato i migranti.

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