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Le bande di immigrati che stanno stuprando la stampa italiana

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«Le nostre donne devono temere le bande di immigrati? Ne parleremo stasera a Porta a Porta», dice minacciosamente Bruno Vespa su Twitter, anche se l’accento che sembra minacciosamente posto su quel “nostre” fa pensare che le donne italiane dovrebbero più preoccuparsi dello Jus Primae Noctis medievale che pare insito nell’aggettivo possessivo.
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Le bande di immigrati che stanno stuprando la stampa italiana

Ma la giornata allegra della stampa italiana, eccitata oltremodo dalle aggressioni sessuali di Colonia, non è finita qui. Al Giornale ad esempio parlano di «Guerra santa contro le donne» e sostengono che le autorità tedesche pensino che ci sia un’unica mente dietro le violenze di Colonia e altre due città, richiamando l’ennesimo “disastro delle politiche UE”. Chi sarebbe la mente di cui parla Il Geniale, come lo chiamavano ai bei tempi? Gli investigatori tedeschi che stanno indagando sulle aggressioni sessuali di massa avvenute la notte di Capodanno a Colonia stanno verificando i possibili legami con una gang criminale composta in gran parte da nordafricani la cui attività è nota agli inquirenti da oltre 18 mesi. Questa gang avrebbe base a Dusseldorf, come confermano dalla polizia della città dove è attiva una unità speciale, chiamata ‘Casablanca’, che sta indagando su circa 2mila persone ritenute coinvolte in questa rete. La polizia di Dusseldorf sta quindi collaborando con i colleghi di Colonia per determinare se questa gang possa essere dietro a queste aggressioni che, come ha detto il ministro della Giustizia, appaiono essere il frutto di un attacco coordinato. Intanto, la polizia ha smentito la notizia circolata ieri di mille aggressori, spiegando che nella zona intorno alla stazione di Colonia dove si sono verificati gli incidenti si trovavano alla mezzanotte del 31 dicembre circa mille uomini ma non tutti sono coinvolti nelle aggressioni. 
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Eppure il Giornale scrive:

De Maizière ha dichiarato che i responsabili delle violenze – fino a mille persone, molte delle quali sarebbero immigrati o figli di immigrati tra i 15 e i 35 anni – saranno «puniti» e che «chi commette gravi crimini deve aspettarsi di essere espulso dalla Germania».

Inutile dire che l’affermazione non trova riscontri da nessuna parte ed è anzi smentita da quanto dichiarato sopra e addirittura da quanto scritto dal Giornale nello stesso articolo a firma di Noam Benjamin e attribuito al capo della polizia di Colonia:

«Al momento non abbiamo alcuna pista che ci porti agli assalitori» ha invece risposto Albers in conferenza stampa con il sindaco

Il tweet della Boldrini (che risale a mesi fa)

Il Giornale poi dedica un box a un tweet di mesi fa scritto da Laura Boldrini che richiamava la vittoria di Henriette Reker, sindaca di Colonia ed ex dirigente di un centro d’accoglienza per profughi, nel frattempo finita nella polemica del braccio. La prima cittadina ha infatti suggerito alle donne di usare maggiore cautela ed attenzioni – come quella di tenersi a distanza dagli sconosciuti e cercare di rimanere sempre in gruppo – quando si trovano per strada per evitare altri incidenti. Suggerimenti che sono apparsi un modo per addossare in qualche modo alle donne la responsabilità delle aggressioni. Libero invece al tweet di mesi fa della Boldrini riesce a dedicare un’intera pagina:
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Intanto in Germania finora solo tre uomini sono stati identificati e nessuno è stato ancora arrestato. “La polizia non dovrebbe lavorare così” ha detto de Maiziere, mentre sui social network monta la marea di critiche verso la politica delle porte aperte per i rifugiati voluta dalla Merkel in estate, nonostante nulla dimostri per il momenti che gli autori delle violenze siano profughi giunti da poco. “Signora Merkel, la Germania è abbastanza ‘colorita e cosmopolita’ dopo l’ondata di reati e violenze sessuali?” attacca – su Twitter – Frauke Petry, leader di Afd (Alternative fur Deutschland), principale partito dell’opposizione di destra e anti-euro. La polizia di Colonia intanto lancia l’ipotesi che l’aggressione fosse organizzata e collegata a bande di criminali comuni. A Dusseldorf, in passato, seppure su scala minore, sarebbero avvenuti fatti simili: con le donne distratte con violente moleste sessuali mentre venivano in realtà derubate. Intanto Dinah Riese, una giornalista del quotidiano tedesco Die Tageszeitung, scrive:

L’obiettivo delle aggressioni era il furto, le violenze sessuali erano solo un diversivo. Questo non rende meno grave l’episodio: si è pur sempre trattato di violazioni dell’integrità fisica delle donne.
Ma le molestie sessuali su vasta scala non sono una novità. Anche se molti non se ne vogliono rendere conto, in tutte le grandi manifestazioni in cui l’alcol abbonda le donne devono affrontare una triste realtà: essere toccate contro la loro volontà. Nell’Unione europea una donna su due è stata vittima di violenze fisiche o sessuali.
Chi vuole cambiare la situazione deve pensare alla società nella sua interezza. Per certi maschi tedeschi, il carnevale o l’Oktoberfest non sono divertenti senza qualche palpatina. Fin troppo spesso la colpa viene data alle vittime: la gonna troppo corta, lo sguardo troppo invitante.
Succede a Colonia come in piazza Tahrir al Cairo o al parco Gezi di Istanbul. Gli uomini che molestano le donne sono uguali in tutto il mondo. Ma molti tedeschi la pensano diversamente. Mentre alcuni già chiamano alle armi, il partito Alternative für Deutschland vuole chiudere le frontiere ed espellere i “richiedenti asilo che hanno commesso reati”.
Per i populisti di destra la colpa è degli stranieri. Ma la loro idea della donna non è affatto migliore di quella dei molestatori. “Peccato che non sia toccato a voi”, si sentono rispondere su Twitter le donne che si oppongono al razzismo. Episodi come quello di Colonia devono essere scongiurati. Ma gli esagitati con la bava alla bocca non possono contribuire alla soluzione: con la loro retorica antifemminista sono parte del problema.

Ma cosa volete che ci capisca lei, pensano i giornali italiani: è pur sempre una donna.

Leggi sull’argomento: Le bande di migliaia di immigrati che (non) hanno assaltato Colonia