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La vegana che vuole riaprire i forni crematori di Dachau

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Io non ho niente contro i vegetariani e i vegani anzi – come dicono quelli prima di esprimere un’opinione orribile su una categoria di persone ci tengono a specificare che “hanno anche amici omosessuali/neri/che votano M5S” – ho anche amici vegani, vegetariani e addirittura conosco persone che spiegano che non mangiano nulla che abbia una faccia. E sono ottime persone, a scanso di equivoci (lo dico non solo perché mi leggono). Ultimamente però, sarà la Pasqua, c’è stata un’infornata di nazivegani. Ieri a La Gabbia è comparsa addirittura una vegana che tranquillamente a riaprire i forni di Dachau per bruciare un po’ di essere umani schifosi e convertirli in energia, dando loro una qualche utilità.

La vegana a La Gabbia e i forni crematori di next-quotidiano

L’invasione dei vegani in televisione

Non è certo una novità che alcuni vegani abbiano delle opinioni decisamente integraliste e fuori di testa. Ne abbiamo avuto una prova con la delirante intervista doppia di Giuseppe Cruciani con Valerio Vassallo del Movimento etico tutela animali e ambiente. Improvvisamente quindi la televisione si è accorta che i vegani sono un ottimo materiale per fare un po’ di polemica, non bisogna nemmeno provocarli troppo per farsi dire qualche frase ad effetto da usare all’interno di un talk show. Ed è quello che è successo ieri nel programma di Gianluigi Paragone, un talk a dire il vero molto urlato noto per la sua predilezione a scaldare gli animi. Prima di dire che tutti i vegani sono nazisti è bene quindi tenere a mente due dettagli: il primo è appunto il fatto che La Gabbia sale per ultima sul treno delle polemiche scatenate da Cruciani e dai suoi salami e che probabilmente i cronisti sono andati a cercarsi il loro nazivegano (impresa per altro non molto difficile). Il secondo dettaglio è che la nazivegana di turno ha il volto oscurato e la voce camuffata, non sarebbe la prima volta che un programma televisivo usa dei figuranti per mettere in scena delle opinioni che – pur essendo verosimili – non sono vere. Ed ecco che la vegana che parla di riaprire i forni di Dachau “come faceva il nostro Hitler” diventa uno dei classici della violenza vegana.

Sai perché dovremmo riaprire Dachau? Dobbiamo riaprire proprio i bei forni che ci sono per fare energia rinnovabile umana. Non la cenere che usava il nostro Hitler che la sprecava, perché ci sono molti umani marci che non servono a un cazzo

E sì che non serve nemmeno andare troppo lontano per trovare certe affermazioni. Qualche tempo fa, in occasione della Giornata della Memoria, il vegano-portavoce-onorevole Paolo Bernini era riuscito a paragonare chi mangia carne ai nazisti delle SS.

L’insostenibile violenza vegana

Giusto qualche giorno fa mi è caduto l’occhio su questo post di una vegana che spiegava “perché i vegani sono stronzi“. Indovinate un po’, non sono i vegani che sono stronzi, è colpa degli altri (i carnivori/onnivori) che non li capiscono, perché non li ascoltano e non vogliono accettare la Verità (con la V maiuscola). Gli sbagliati dovrebbero invece ammirare e rispettare chi è riuscito a compiere un percorso di vita che li ha portati a fare una scelta etica in grado di cambiare il mondo. E dal momento che i vegetariani esistono da sempre mi permetto di dubitare della reale portata del cambiamento della loro scelta. Oppure c’è qualcosa che non va nel modo in cui questo cambiamento viene proposto. Certo, facile per un “incompresa” dire che la colpa è tutta degli altri, non del fatto che “i vegani” – ammesso e non concesso che esistano come categoria universale e non come scelta personale ed individuale – non riescono a comunicare in modo pacifico. In fondo perché tutta questa violenza proprio da parte loro?

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Un paio di vegani incompresi a caso

Io credo che la violenza (verbale e non) dei vegani sia semplicemente il sintomo di una componente ineliminabile dell’essere umano: la violenza. Puoi scegliere di non essere parte di un meccanismo di sfruttamento degli animali, scegliere la sostenibilità ma quello che non è sostenibile è l’atteggiamento di alcuni guerrieri vegani, gente che rifiuta la carne ma che ha bisogno di cibi che assomiglino – nell’aspetto, nel nome e anche nel sapore – a quelle tanto odiate (e amate) bistecche dei carnivori. In realtà, ed è divertente notarlo, così come Cruciani ha bisogno dei vegani incazzati per esistere e far parlare di quello che fa i vegani incazzati hanno bisogno di coloro che mangiano carne per continuare a sentirsi – violentemente – migliori degli altri.