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L'esercitazione nella metro di Bruxelles prima degli attentati e altre bufale

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Una delle teorie del complotto più divertenti riguardo l’attentato alla metro di Bruxelles è quello che collega l’accaduto all’esercitazione della notte tra il 25 e il 26 febbraio, nello stesso luogo in cui sarebbe scoppiata la bomba. Giulietto Chiesa sul Fatto Quotidiano ci spiega la natura del complottone:

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L’esercitazione a Bruxelles secondo Giulietto Chiesa sul Fatto Quotidiano

E’ emersa la notizia che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio le autorità belghe, insieme alla direzione della Metropolitana di Bruxelles, promossero una esercitazione anti-terrorismo nella stessa metropolitana. Esercitazione che si svolse dalla mezzanotte alle 4 del mattino, alla quale presero parte — secondo notizie di stampa che qui allego — circa 300 persone. Una metà delle quali furono agenti, forze dell’ordine, pompieri, personale medico, e circa 150 furono dei “figuranti” cioè persone civili reclutate a pagamento per “recitare la parte” dei cittadini vittime di un attentato. Il fatto —molto curioso e tanto degno di nota che mi permetto di sottoporlo alla vostra attenzione — è che l’esercitazione si svolse esattamente nel tratto di tunnel (che collega le due fermate della metropolitana di Maelbeck se Shumann) che è stato teatro dell’attentato terroristico del 22 marzo scorso.

La storia dell’esercitazione nella metro di Bruxelles prima degli attentati

L’idea che c’è sotto è, ovviamente, che ci sia qualcosa sotto. Il complottista odierno però si è infurbito: ha scoperto che gli conviene insinuare che qualcosa sia accaduto, stia accadendo, stia per accadere invece che spiattellare subito la verità rivelata (ovvero che è colpa degli ebrei e degli americani, come sempre secondo il loro punto di vista). Prima di tutto perché sparare subito ogni cosa non permette di farlo a puntate, e quindi scriverci più articoli, girarci più video, vendere più dvd. E in secondo luogo perché gli agenti del Mossad sono sempre in agguato. Basta però consultare un articolo della Radio-Télévision Belge de la Communauté Française per scoprire che le cose sono andate un pochino diversamente rispetto alla “sintesi” (necessaria) del racconto. Primo: l’esercitazione di sicurezza è stata svolta come test indispensabile per ottenere l’omologazione di una nuova infrastruttura che doveva essere messa in funzione il 4 aprile (e magari oggi l’inaugurazione verrà rimandata). Secondo: era un’esercitazione antincendio e non antiterrorismo. Terzo: i cittadini hanno recitato la parte di gente in fuga da un incendio e non di vittime di un attentato. Quarto: l’infrastruttura di cui si parla è il tunnel Schuman-Josaphat lungo 1.250 metri e che dovrebbe collegare la metro di Schuman all’aeroporto. Quinto: l’attentato alla metro di Bruxelles si è verificato tra Schuman e Maelbeek, ovvero mentre la metro stava ripartendo tra Maelbeek e Schumann. Alleghiamo collegamento della metro tra Schuman e Maelbeek e un progetto del tunnel Schuman Josaphat per visualizzare meglio.
 

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Il collegamento metro di Molenbeek e Schuman

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Il tunnel Schuman-Josaphat (fonte: Schaerbeek.be)

Sicuri sicuri che l’esercitazione si svolse “nello stesso tratto di tunnel dell’attentato”?

Da segnalare inoltre che un’esercitazione di sicurezza per un disastro ferroviario si svolse a Londra alla stazione metropolitana di Waterloo nel marzo 2016. Stavano facendo le prove generali per chissa cos’altro? A novembre si è svolta un’esercitazione di sicurezza a Varsavia contro possibili attacchi chimici (ovvero: terrorismo). Eppure in Polonia non è successo nulla. Come mai?

L’attentato e il simbolo satanico

Ma a parte tutte queste piccole discrepanze tra la realtà e la fabulazione della stessa, poteva stavolta non entrarci il demonio? Giulietto Chiesa ci segnala anche «il misterioso disegno che “qualcuno” tracciò a terra, sul pavimento della platea del Bataclan. Accanto alla quindicina di cadaveri rimasti a terra, visibili nella foto, “qualcuno” sembra avere trascinato, attorno ai cadaveri, uno spazzolone o qualcosa di analogo, largo circa un metro o poco più, intriso di un liquido di colore simile al rosso. Guardando attentamente quel disegno si scopre l’impressionante somiglianza con un altro disegno che campeggia ancora, mentre scrivo, sulla facciata di vetro dell’ingresso principale dell’Aeroporto di Zaventem». A sostegno dell’inquietante ipotesi Chiesa linka questo meraviglioso sito in cui Kevin Barrett ci illustra la sua teoria a proposito di Bruxelles (l’articolo è del 22 marzo: velocissimo! Coincidenze?) spiegandoci che il potere vuole farvi credere che siano stati i terroristi islamici ma in realtà il 22 marzo è 1) la data che si trova sul simbolo degli Skull & Bones, un gruppo massone e della CIA che signora mia lei non si rende proprio conto; 2) il culmine della festa satanica della Pelusia (???) per l’invocazione di Iside, per gli amici ISIS (coincidenze?).

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La presunta somiglianza tra la foto del Bataclan e il logo dell’aeroporto Zaventem

La Skull & Bones, citata persino da Wikipedia, è «una società segreta studentesca dell’università di Yale, in Connecticut, formata da quindici senior[1] scelti l’anno accademico precedente. È la più antica fra associazioni analoghe presenti a Yale, essendo stata fondata nel 1832». Skull and Bones è balzata alle attenzioni della cronaca durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2004, in quanto entrambi i principali candidati, John Kerry del Partito Democratico e George W. Bush del Partito Repubblicano, ne erano stati membri negli anni sessanta. Da tutto ciò il buon Barret deduce che “ISIS is a US-Zionist group” (e come te sbaji) e che responsabile di tutto ciò sarebbero esponenti del “freemasonic-satanist New World Order”. I quali, d’accordo con “banchieri centrali sionisti collegati a Israele” (ovvio, no?) avrebbero messo in scena tutti gli attentati a partire da quello del «World Trade Center in 1993, Oklahoma City in 1995 (originally intended to be blamed on Muslims), the African embassy bombings in 1998, and the USS Cole attack in 2000 – the “precursor” false flags that created a plausible patsy for the Big Event of 9/11/2001». E niente, ci vuole molta pazienza. Ma la fonte di Giulietto è sicuramente affidabile. Come al solito.
kevin barrett