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La storia della “vendetta” del Marocco che sta spingendo i migranti verso l’Europa

Si parla molto degli sbarchi a Lampedusa, ma anche la città spagnola di Ceuta è diventata il punto focale degli sbarchi di migranti provenienti dal Marocco. E si parla di una vendetta da parte dello Stato Nordafricano dopo uno “sgarbo” della Spagna

Ceuta

La geopolitica (chiamiamola così) sulla pelle degli esseri umani. Nelle ultime settimane si sono intensificati gli arrivi dei migranti sulle coste mediterranee dell’Europa. In Italia si parla molto della situazione Lampedusa, ma in Spagna la situazione rischia di diventare insostenibile, con migliaia di persone che nelle ultime ore sono riuscite ad arrivare a Ceuta, mettendo piede sui territori che – nonostante la loro localizzazione a due passi da Gibilterra – fanno parte del Vecchio Continente. Un flusso senza precedenti che parte dal Marocco e che sembra esser provocato da una “vendetta”.

Ceuta, la Lampedusa spagnola dove il Marocco sta spingendo i migranti

Un ricatto mosso da quel che – da qualche giorno – sta accadendo in Spagna. Come riporta La Stampa, infatti, quel che sta accadendo a Ceuta (ma anche a Melilla, unica altra frontiera europea dell’Europa Sud-Occidentale) sarebbe una ritorsione dettata da tensioni politiche interne che hanno un riverbero all’esterno. Sempre sulla pelle degli esseri umani.

La Spagna, infatti, sta ospitando in un ospedale di Logroño, Brahim Gali, il leader del Fronte Polisario il movimento di liberazione del Sahara Occidentale, nemico storico del Marocco, gravemente malato. Un gesto umanitario per Madrid, vissuto al di là dello stretto di Gibilterra come un’offesa gravissima.

Sarebbe questo il motivo, come confermato anche da Il Corriere della Sera e da alcuni quotidiani spagnoli, di quell’intenso flusso migratorio che si è registrato negli ultimi giorni a Ceuta e Melilla. Con annessi episodi molto gravi, come le “manganellate” riservate dalla polizia spagnola alle persone che avevano attraversato a nuoto il confine per mettere piede sul territorio “europeo”.

Una situazione che, dunque, è deflagrata a mo’ di ricatto. Una crisi diplomatica iniziata circa un mese fa, dopo che si è diffusa la notizia del ricovero in Spagna – ma sotto falso nome – di Brahim Ghali. Occorre sottolineare, però, che l’atteggiamento dello Stato spagnolo sia in linea con i principi umanitari. Come ricorda La Stampa, infatti, Ghali è indagato – proprio da Madrid – per “genocidio, terrorismo e tortura, dopo le accuse ricevute da un’associazione di dissidenti saharawi”. Nonostante questo, però, il Marocco ha valutato questo comportamento come uno “sgarbo”.