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La storia dei due avvoltoi "omosessuali" che adottano un uovo

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Stepchild adoption, la fanno anche gli animali? Non c’è niente di più noioso ed inutile all’interno di un dibattito serio come quello sui diritti delle persone omosessuali che richiamarsi all’esistenza in natura di comportamenti di altre specie animali che ci “dimostrano” che gli esseri umani non sono gli unici ad avere quei comportamenti che per alcuni integralisti cattolici sono devianti e malati. Dire che “anche i leoni lo fanno” non serve a nulla e non è un’argomentazione forte a sostegno dei diritti dei gay, soprattutto se lo si fa in presenza degli adepti del family day perché è sempre sbagliato attribuire pensieri e atteggiamenti umani alle bestie.
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La madre si disinteressa dell’uovo, ci pensano i due maschi

Allo stesso tempo la storia dei due avvoltoi gay dello zoo di Nordhorn, in Germania, è sufficientemente strana da poter essere raccontata anche perché ricorda un po’ l’inizio della storia di Piccolo Uovo. A patto di non trarne un insegnamento morale. La storia è molto semplice, ci sono tre avvoltoi: Lisa, Nordhorn e Isis. Lisa, che è la femmina, ad un certo punto depone un uovo, ma siccome non si era preoccupata di costruire un nido l’uovo cade a terra fortunatamente senza rompersi. Dopo essere stato amorevolmente raccolto dai custodi del parco l’uovo che dopo essere stato temporaneamente tenuto in un’incubatrice è stato affidato alla coppia di maschi che sta cercando di covarlo in un nido. Al momento non si sa nemmeno se l’uovo sia stato fertilizzato o meno – ci vorrà circa una settimana per scoprirlo – ma gli addetti della struttura sono fiduciosi perché è da molto tempo che cercano di far nascere un avvoltoio in cattività. A quanto pare però l’unica coppia stabile tra i cinque avvoltoi (tre maschie e due femmine) ospiti dello zoo è quella costituita da Nordhorn e Isis. La situazione, come vediamo, è complessa: non siamo “in natura” ma all’interno di uno zoo e la “stepchild adoption” è stata possibile solo grazie all’intervento degli umani che si sono accorti dell’uovo abbandonato. Non ha molto senso quindi parlare di una vera e propria “adozione consapevole” da parte della coppia di avvoltoi omosessuali.