Attualità

La risposta di Charlie Hebdo al Comune di Amatrice

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Come era prevedibile Charlie Hebdo non si sposta di una virgola nonostante l’annuncio della denuncia-querela per diffamazione presentata ieri dai legali del Comune di Amatrice in Procura a Rieti. Nell’interpretazione del Sindaco di Amatrice e dell’ufficio legale del Comune colpito dal sisma del 24 agosto le due vignette pubblicate dal periodico satirico francese insultano la memoria dei morti e sono fortemente lesive nei confronti della città dal momento che si fa riferimento a stereotipi come la mafia, la pasta e le lasagne. Ma il direttore del periodico dice che non ha nulla da temere, del resto di querele Charlie Hebdo ne ha ricevute parecchie, e spesso ha vinto.

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La prima pagina di Charlie Hebdo sulla guerra tra USA e Francia per gli aiuti ad Haiti dopo il terremoto

Reazioni sui Social degne di un ospedale psichiatrico

Laurent “Riss” Sourisseau ha commentato a France Inter la notizia della querela annunciata dal Comune Amatrice dicendo che bisogna qualche volta trasgredire al tabù della morte: la morte è sempre un tabù. Bisogna a volte trasgredirlo. Per Riss la vignetta oggetto di tante critiche è una come tante altre pubblicate dal suo giornale (ed effettivamente è così). Secondo il direttore del periodico satirico quella vignetta che raffigura gli italiani vittime del sisma come penne al pomodoropenne gratinate lasagne «è per noi un disegno di humor nero come ne abbiamo fatti in passato, non ha niente di straordinario». Vignette altrettanto crude furono pubblicate dopo gli attentati a Bruxelles oppure in seguito al devastante sisma di Haiti del 2010. Riss ha ricordato come in quelle occasioni le proteste degli italiani non furono altrettanto veementi. Ed è proprio sulle polemiche sui social network che Riss si esprime parlando di “cretinosfera” per definire le reazioni ostili della massa di utenti che improvvisamente ha deciso che la libertà di stampa e di opinione non erano più un valore solo perché si sentivano bersaglio del disegno di Felix. Il clamore sui social è stato “completamente sproporzionato”, del resto si è andati ben oltre il legittimo (e doveroso) diritto di critica. Riss non sta parlando tanto della denuncia, che aspetta di leggere per vedere di che si tratta nel merito ma di tutto il circo imbastito su Facebook, che il direttore di Charlie ha definito un ospedale psichiatrico a cielo aperto:

Quando vediamo sui social network la dimensione che preso questo caso sembra di essere in una “cretinosfera”, in un manicomio, in un ospedale psichiatrico a cielo aperto

Immagine copertina credits: Le profezie di Oriana via Facebook.com