Cultura e scienze

La birra tedesca al glifosato fa male?

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Tutti quelli che sono andati a Monaco o all’Oktober Fest sanno (perché gli hanno fatto una capa tanta) della famoso Reinheitsgebot: l’editto della purezza della birra. Una regola vecchia di 500 anni (che verranno festeggiati proprio quest’anno) che prevede che le birre tedesche debbano essere prodotte utilizzando solo tre ingredienti: acqua, orzo e luppolo. È su questa regola che le birre tedesche, quelle bavaresi in primis, hanno costruito il loro successo ed è quindi comprensibile che la notizia del ritrovamento di tracce dell’erbicida Glifosato in quattordici marche di birra possa creare non poco scompiglio in Germania.

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Alcune delle birre analizzate dall’Istituto per l’ambiente di Monaco

Le birre tedesche con la più alta concentrazione di Glifosato

L’analisi è stata effettuata dall’Istituto per l’ambiente di Monaco su alcune tra le più note marche di birra tedesche: Beck’s, Paulaner, Warsteiner, Krombacher, Oettinger, Bitburger, Veltins, Hasseroeder, Radeberger, Erdinger, Augustiner, Franziskaner, König Pilsener e Jever. I risultati dell’indagine non sono rassicuranti; per tutte le birre analizzate è stato riscontrata una presenza di Glifosato fino a trecento volte superiore a quelle consentite per legge nell’acqua potabile. Il paragone con l’acqua potabile è utile ma regge fino ad un certo punto dal momento che non viene “prodotta” a partire da materie prime coltivate come è il caso della birra.

Hasseröder Pils – 29,74 μg/l (ppb)
Jever Pils – 23,04 μg/l
Warsteiner Pils – 20,73 μg/l
Radeberger Pilsner – 12,01 μg/l
Veltins Pilsener – 5,78 μg/l
Oettinger Pils – 3,86 μg/l
König Pilsener – 3,35 μg/l
Krombacher Pils – 2,99 μg/l
Erdinger Weißbier – 2,92 μg/l
Paulaner Weißbier – 0,66 μg/l
Bitburger Pils – 0,55 μg/l
Beck’s Pils – 0,50 μg/l
Franziskaner Weißbier – 0,49 μg/l
Augustiner Helles – 0,46 μg/l

È molto probabile che la presenza dell’erbicida nelle birre tedesche sia dovuta al fatto che il glifosato è da decenni uno tra i diserbanti più utilizzati in agricoltura. Non illegalmente, è bene precisarlo, perché il suo utilizzo è consentito e regolamentato dalle normative europee in materia. Concessione che però è in scadenza ed attualmente è in corso una campagna per vietarne l’uso nelle coltivazioni sulla base del fatto che la IARC ha inserito il diserbante (il cui nome commerciale è RoundUp prodotto da Monsanto) nella categoria 2A delle sostanze potenzialmente cancerogene la stessa nella quale per intenderci è stata inserita la carne rossa. A novembre 2015 l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) aveva pubblicato un aggiornamento del profilo tossicologico del Glifosato stabilendo una “dose acuta di riferimento (DAR) [ovvero al giorno NdR] per il glifosato pari a 0,5 mg per kg di peso corporeo” per i consumatori. Gli esperti dell’EFSA (tutti tranne uno) hanno anche concluso che è “improbabile che il glifosato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l’uomo”. Ma questo non significa che non esistano rischi per la salute.
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Il glifosato è ovunque, dice l’ente federale

Sui risultati dell’indagine del si sono come da copione scatenate le polemiche. Fermo restando che anche l’Umweltistitut di Monaco parla di una presenza molto ridotta del diserbante in termini assoluti è poco ma sicuro che la notizia possa danneggiare l’immagine della purezza delle birre tedesche. Ecco quindi che il Bundesinstitut für Risikobewertung, l’ente federale per la valutazione del rischio si è affrettato a pubblicare una nota nella quale, pur ammettendo di non aver accesso allo studio completo né alle metodologie impiegate spiega che la presenza del Glifosato è scientificamente plausibile e la cosa non desta alcuna sorpresa vista la diffusione dell’utilizzo del prodotto in campo agricolo. Secondo il BfR però il rischio rappresentato per la salute di un adulto del peso di 60 kg da dosi di 30 microgrammi per litro (che è il massimo rilevato dalle analisi) non rappresentano un serio rischio per la salute. Per poter essere considerato nocivo per la salute una persona dovrebbe bere 1000 litri di birra al giorno. C’è però da osservare che in Germania non è consentito l’uso dei diserbanti sui cerali coltivati per la produzione di birra.


Diversa invece la reazione dell’associazione dei Birrai che sempre in una nota si sono precipitati a sconfessare i risultati della ricerca definendoli assurdi e completamente infondati. Ma se i cereali da birra tedeschi sono Glifosato-free come è possibile che siano state trovate tracce dell’erbicida? Secondo i birrai tedeschi le ipotesi sono due (quindi ammettono la possibilità): la prima è che il diserbante sia stato spruzzato sui campi adiacenti a quelli coltivati per la produzione destinata alla birra. La seconda invece è che sia colpa delle importazioni. Quasi il 50% dei cereali utilizzati per fare le birre tedesche viene infatti dall’estero (Francia e Danimarca in particolar modo). I birrai ricordano che stando alle norme comunitarie la concentrazione massima del Glifosato nell’orzo è di 20 mg / kg mentre nel frumento è 10 mg / kg. Lo stesso concetto hanno tenuto a rimarcare anche i rappresentati dell’associazione dei coltivatori della Deutscher Bauervernband che hanno respinto ogni addebito incolpando il grando e il frumento che provengono dall’estero. Insomma per i tedeschi la colpa è degli altri.
 
Foto copertina via Twitter.com