Cultura e scienze

Il testo della poesia satirica di Jan Boehmermann che ha scandalizzato la Turchia

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Jan Boehmermann, il geniale talento comico tedesco che ha causato un incidente diplomatico tra Germania e Turchia ha annunciato di volersi prendere una pausa nella più tollerante Corea del Nord dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dovuto cedere alle pressioni del governo turco e concedere il nulla osta all’incriminazione dell’attore-presentatore per lesa maestà, la diffamazione di un capo di Stato straniero che lei stessa ha preannunciato di voler abrogare.

«Erdoğan è un pedofilo che si fa succhiare il cazzo dalle capre»

Ho deciso di concedermi una piccola pausa televisiva”, scrive Boehmermann sul proprio account Facebook, “affinché il pubblico e Internet possano concentrarsi su questioni davvero importanti, come la crisi primaverile, i video sui gatti o la vita amorosa di Sophia Thomalla (una modella popolarissima in Germania). Ci sono cose più rilevanti di una poesia letta durante un programma di satira”, è il seguito. “Ora me ne andrò a fare un viaggio in Corea del Nord”, continua il comico in tono sarcastico, “così da farmi spiegare bene come funziona questa faccenda della libertà di stampa, e farmi mostrare il cammino di Santiago”. Ecco il testo della poesia denigratoria dedicata al presidente turco Erdoğan e letta da Boehmermann qualche giorno fa per spiegare che in Germania è proibito dal codice penale offendere un Capo di Stato straniero. Boehmermann comincia la trasmissione spiegando al pubblico che un’offesa a un capo di Stato straniero può essere reato. Poi, per fare un esempio, recita una poesia volutamente, dichiaratamente piena di insulti contro Erdogan (dandogli, tra l’altro, dello zoofilo e pedofilo). A questo punto, com’è evidente, Ankara ha buoni motivi per muoversi e intenta un’azione legale contro la trasmissione, la rete e il comico presso il tribunale di Magonza. La Turchia aveva già protestato definendo la trasmissione “inaccettabile” e chiedendo una punizione per l’attore colpevole, a detta delle autorità turche, di aver insultato un capo di stato. Il poema non insulta solo Erdogan ma 78 milioni di turchi, precisano ad Ankara.

Stupido come una capra, codardo e represso
questo è il Presidente Erdoğan
Le sue parti intime puzzano terribilmente di kebab,
perfino la scoreggia di un maiale ha un profumo migliore
Lui è quel tipo d’uomo che picchia le donne
mentre indossa una maschera di gomma
Ma quello che gli piace di più è scopare le capre
e perseguitare le minoranze,
bastonare i curdi, picchiare i cristiani
tutto mentre guarda immagini pedopornografiche.
E alla sera, invece che dormire
pensa solo a farsi fare una fellatio da un centinaio di pecore.
Sì, Erdoğan è davvero
un presidente col cazzo piccolo.
Lo dicono tutti i turchi
che quell’immenso cretino ha le palle rugose.
Da Ankara a Istanbul
tutti sanno che quell’uomo è un gay
perverso, pieno di pulci e zoofilo,
Recep Fritzl Přiklopil.
La sua testa è vuota come le sue palle,
è la star ad ogni gangbang
fino a che il suo cazzo gli brucia mentre piscia.
Questo è Recep Erdoğan, il Presidente turco.

La lesa maestà nel codice penale tedesco

Il codice penale tedesco prevede la possibilità di perseguire penalmente coloro che hanno insultato il rappresentante di uno stato straniero, reato punibile con una condanna fino a tre anni di carcere, in base a due presupposti: lo Stato in questione deve richiederlo al governo tedesco e il governo tedesco deve autorizzarlo, prima che la procura apra un fascicolo. Citando Merkel, Seibert ha denunciato un testo “scientemente oltraggioso”, dopo una conversazione telefonica tra la cancelliera e il premier turco Ahmet Davotoglu. Il caso ha suscitato un dibattito molto acceso nell’opinione pubblica tedesca. Lo Spiegel parla della possibilità di un “ricatto” nei confronti di Merkel legato all’applicazione dell’accordo Ue-Turchia sui migranti. Altri evocano “i principi della legge fondamentale sulla libertà di espressione”, altri ancora mettono in dubbio l’attualità di una norma che si apparenta al crimine di lesa maestà. Non è chiaro se il comico abbia ricevuto minacce di morte, ma la polizia di Colonia ha detto ai media tedeschi: “Quando non si può escludere qualcosa, allora bisogna fare qualcosa”. Il tabloid Bild ha riferito di minacce rivolte al comico e alla sua famiglia da parte di sostenitori del presidente turco.  Ed è arrivata anche una lettera aperta di solidarietà dagli artisti tedeschi: i firmatari chiedono che le indagini sul moderatore della Zdf vengano immediatamente archiviate. “La discussione e le critiche a JanBoehmermann per i suoi versi satirici verso Erdogan appartengono al dibattito culturale e non a un’aula del tribunale di Magonza”, scrivono gli artisti, tra cui famosi attori e musicisti tedeschi e concludono: “L’arte non può prodursi se gli artisti devono temere che le loro opere possono condurre a una denuncia o essere censurate”. È evidente che proprio a questo puntava Boehmermann: se la Merkel avesse sostenuto anche nell’occasione la libertà di espressione avrebbe rotto definitivamente con la Turchia proprio a pochi giorni dall’accordo sui profughi con Ankara. Dando l’assenso al procedimento la Cancelliera è finita sotto gli strali dell’opinione pubblica che non le perdona quella che appare come una concessione indebita frutto di un’ingerenza della Turchia nei confronti della Germania. Boehmermann ha vinto. Ma adesso a processo dovrà andare lui. E non è detto che la sua provocazione non gli si ritorca contro.

Erdowie, Erdowo, Erdoğan

Questa invece è la traduzione della canzone Erdowie, Erdowo, Erdoğan mandata in onda qualche settimana fa e per la quale la Turchia aveva protestato veementemente richiamando addirittura l’ambasciatore tedesco a rapporto, ma la Germania ha respinto le richieste turche anche perché, come potete vedere, la canzone non sorpassa mai i limiti della libertà di espressione ed è una critica politica nei confronti del presidente turco. Ovviamente il tono è completamente diverso dalla poesia recitata da Boehmermann.

Vive alla grande,
il capo del Bosforo.
(“Un borioso edificio con migliaia di stanze, costruito
senza licenza edilizia, in una riserva naturale.”)
La libertà di stampa gli prende la gola,
per questo ha bisogno di molte sciarpe.
(Erdogan parla in falsetto.)
Un giornalista, che pubblichi qualcosa
che non piaccia ad Erdogan,
l’indomani è già in cella
e alla redazione vengono messi i sigilli.
Egli non ci pensa due volte di notte a passare
ai lacrimogeni e agli idranti.
Devi essere ossequioso,
perché ti tiene in pugno
Erdowie, Erdowo, Erdoğan.
Il tempo è maturo
per l’impero ottomano
Erdowie, Erdowo, Erdoğan.
Pari diritti per le donne?
Piuttosto, pari repressione!
(“La polizia di Istanbul ha sciolto con la violenza una dimostrazione nella giornata mondiale delle donne”)
Il risultato elettorale non è buono?
Lui lo raddrizza.
(I like to move it, move it.)
Odia i curdi come la peste,
e li bombarda anche più volentieri,
come i fratelli nella fede dell’ISIS.
Dagli i tuoi soldi,
ti costruirà una tenda da profugo,
Erdowie, Erdowo, Erdoğan
La sua terra è matura
per il suo ingresso in EU,
se ne infischia della democrazia
“Tschü con la ü”, dice Erdogan,
e cavalca verso l’Occidente!