Cultura e scienze

Italia.it, il sito da venti milioni di euro

grillini civati

Ieri ha sbattuto la porta il direttore, Arturo Di Corinto. Ritiene «poco dignitoso », a ragione, che lui e i pochi dipendenti rimasti lavorino da mesi senza essere pagati. Per un sito costato una cifra mostruosa: venti milioni di euro. E oggi GIan Antonio Stella sul Corriere della Sera fa il punto su Italia.it, il sito che doveva far ripartire il turismo nel Belpaese e che è diventato il simbolo dell’incapacità di fare business su internet e di fornire servizi dignitosi agli internauti. Scrive Stella:

Dagli strafalcioni nelle traduzioni fatte con translate.google.it per risparmiare sugli interpreti alle foto sbagliate, dalle citazioni errate ai link che portavano da tutta un’altra parte.Risultato, un disastro. Tale dafar precipitare Italia.it al184.594° posto fra i siti web piùvisitati del Pianeta. Per non dire delle pagine rivolte ai cinesi:nelle quattro grandi foto che riassumevano l’Italia c’erano una Ferrari, una Ducati, un pezzo di parmigiano e un prosciutto di Parma. In mezzo: Bologna.Come fosse la capitale d’Italia: per risparmiare, dopo aver buttato via pacchi di quattrini,avevano fatto un copia-incolla dal sito cinese della Region eEmilia-Romagna!

italia.it fallimento infinito
I numeri del turismo in Italia (Corriere della Sera, 21 ottobre 2014)

E chiude così:

Anzi, nel 2013 l’Italia, nonostante sia saldamente la quinta al mondo per numero di visitatori (e pensare che fino a trent’anni fa eravamo i primi…)ha subito addirittura,nelle presenze, un calo del 4,5%.Il guaio è che mancano solopochi mesi all’Expo. E come dimostrano centinaia di grafici e tabelle e report sull’ e-commerce,il turismo nel terzo millennio si muove sempre di più seguendoi percorsi della Rete. O ci diamo una mossa o rischiamo davvero una figuraccia.