Cultura e scienze

«L'Unione Europea affossata dal liberismo sfrenato»

irvine welsh

Irvine Welsh, 57 anni, autore di Trainspotting, Il Lercio, Porno e altri romanzi di successo, ha deciso di astenersi al referendum ma in un’intervista rilasciata oggi al Fatto paventa un futuro nient’affatto roseo per il vecchio continente che dovrà fare i conti con la Brexit e con i movimenti filo-nazionalisti. Insomma, poche idee ma ben confuse.

Nei suoi libri, Edimburgo, anzi Leith, il suo sobborgo natio, è un assoluto protagonista (dal best-seller Trainspotting al recente Godetevi la corsa, entrambi editi da Guanda) e mentre molti scrittori britannici cercano di prendere cautamente confidenza con i nuovi possibili scenari, Irvine Welsh attacca l’establishmenteuropeo (“hanno voluto imporre il modello neoliberista e han
no incasinato tutto”), benedicendo le mosse delgoverno scozzese della Sturgeon. A settembre tornerà in libreria con il nuovo romanzo, L’artista del coltello(Guanda editore) e intanto continua a sognare la creazione degli Stati Uniti d’Europa.
Mr. Welsh, non ha votato al referendum?
Non potevo votare né per il Remain né per il Leave. Perché? Sono entrambi neoliberisti. Personalmente sono favorevole all’ideale europeo, anzi, propenderei per la creazione degli Stati Uniti d’Europa ma credo che l’Unione europea, così com’è attualmente, sia un progetto fallimentare.
Ma cos’ha fatto fallire la Ue?
Il neoliberismo come modello unico di globalizzazione è perdente.Agendo in tal modo, Bruxelles ha incasinato tuttoed èassurdo pensare che gli Stati membri debbano accettare tutto in silenzio.

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Lei ha dichiarato: “La Brexit ha ucciso un sogno”. E adesso cosa ci riserverà il futuro?
La Scozia cercherà di negoziare per rimanere dentro l’Ue o smuoverà le acque per indire un referendum per l’indipendenza, invece l’Inghilterra dovrà presto avviare i negoziati per uscirne del
tutto. Sono convinto che l’Unione se la giocherà con cattiveria, per scongiurare il rischio che altri stati membri possano essere tentati dal seguire l’esempio britannico. Ma a Bruxelles devono capire che è necessario riformare le fondamenta.
In che modo?
La via neoliberista è perdente. Bisogna avviare un programma sociale per aiutare i paesi membri in difficoltà e rafforzare le frontiere esistenti anziché cercare costantemente di espanderle.