Cultura e scienze

La guerra scema di Striscia la notizia alla sperimentazione animale

striscia la notizia

Ieri è andata in onda su YouTube la terza puntata del caso Stoppa vs Pro-Test. Edoardo Stoppa è uno degli inviati di Striscia La Notizia, l’amico degli animali che ultimamente se ne va in giro ad accusare “gli scienziati” di torturare gli animali da laboratorio. In particolare Stoppa ha preso di mira il Professor Roberto Caminiti, direttore del laboratorio di Behavioral Neurophysiology dell’Università di Roma “La Sapienza”. Secondo Stoppa, in base alle informazioni ricevute da una fonte anonima, Caminiti e i suoi collaboratori sarebbero dei crudeli vivisettori e il paladino dei diritti degli animali ha quindi deciso di ingaggiare una battaglia personale contro Caminiti.

Stoppa con Caminiti sullo sfondo (fonte: video.mediaset.it)
Stoppa con Caminiti sullo sfondo (fonte: video.mediaset.it)

 
LA STORIA FIN’ORA
Nel primo capitolo di questa avvincente saga Stoppa aveva rivelato al pubblico gli orrori della sperimentazione animale e aveva fatto un tentativo per andare a scattarsi qualche selfie dentro il laboratorio di Caminiti. Purtroppo, come spesso accade, presentarsi in un luogo di ricerca senza un appuntamento non è la strada migliore per poter essere accolti e ottenere un’intervista. Ma a Striscia andava bene così, in fondo fa più “notizia” non essere ricevuti e poter fare illazioni su quali terribili orrori (la fonte anonima di Striscia aveva rivelato che venivano svolti non meglio specificati esperimenti “a livello cerebrale” sui primati) si nascondono dietro una porta chiusa che spiegare in modo chiaro e preciso cosa realmente fanno Caminiti e i suoi collaboratori. Ci hanno pensato quelli di Pro-TEST Italia a spiegare che tipo di esperimenti fa l’equipe di Caminiti e come vengono utilizzati e trattati gli animali. Una grossa delusione per quelli che speravano di vedere scene da film dell’orrore. Con molta pazienza è stata spiegata anche la natura degli interventi chirurgici sulle scimmie del laboratorio (il famigerato “perno conficcato nel cranio” del servizio di Striscia).

Un mese dopo è andato in scena il secondo capitolo della lotta di Stoppa contro la sperimentazione animale. Questa volta Stoppa non era fuori dal laboratorio di Caminiti ma ad una protesta degli Animalisti Italiani in compagnia dei due cittadini-portavoce-onorevoli a 5 stelle Mirko Busto e Paolo Bernini. A corredo del servizio l’inviato di Striscia aveva utilizzato delle immagini rubate dal video realizzato da Pro-TEST all’interno del laboratorio di Behavioral Neurophysiology di Caminiti per dimostrare di essere riuscito a “smascherare” le pratiche di “vivisezione” sulle povere scimmiette tenute richiuse alla Sapienza.
Striscia usa il video di Pro Test Italia? Qualcuno dovrebbe dirlo al signor Enzino (fonte: video.mediaset.it)
Striscia usa il video di Pro Test Italia? Qualcuno dovrebbe dirlo al signor Enzino (fonte: video.mediaset.it)

La cosa non è andata giù a quelli di Pro-TEST che se ne sono accorti e hanno denunciato pubblicamente la strumentalizzazione fatta da Striscia tramite l’utilizzo fuori contesto delle immagini del loro filmato, così scriveva all’epoca la consigliere di Pro-TEST Giulia Corsini:

Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia ha PRESO e DECONTESTUALIZZATO spezzoni del nostro video sui primati dove abbiamo intervistato il prof Caminiti, col nostro watermark, dicendo “vi abbiamo fatto vedere cosa fanno al CNR”,parlando di vivisezione su primati. Ovviamente il CNR non c’entra nulla.
In realtà loro non hanno fatto un bel nulla se non aver fatto finta di non trovare nessuno, come in quest’ultimo servizio. Hanno intervistato poi i presenti alla manifestazione davanti al CNR, e hanno intervistato gente che non sa NULLA sulla normativa.
Il solito servizio fazioso.
Edoardo Stoppa, la prossima volta fai vedere tutto il nostro video.
‪#‎StoppaVergognati

A questo punto interviene anche il Partito Animalista Europeo che il 5 febbraio ha organizzato una manifestazione di protesta ( che pare sia stata un flop ma forse la colpa è della pioggia…) contro la sperimentazione animale per la difesa dei macachi dell’Università La Sapienza e contro il Professor Caminiti. L’argomentazione principale dei manifestanti era che le ricerche di Caminiti non servono a nulla perché non è ancora stata trovata una cura per le malattie che si stanno studiando anche grazie alla sperimentazione animale. Quel tipo di ricerca, proseguono battendo su un tasto assai di moda, è quindi uno spreco di risorse (oltre ovviamente ad essere una pratica disumana). Certo è ingenuo pensare che la ricerca non abbia alcun costo economico ma ancora più incredibile è credere che per trovare la cura alle malattie esista un “tempo limite” entro il quale la ricerca scientifica diventa inutile perché è semplicemente trascorso troppo tempo e non ci sono ancora risultati tangibili.

Pro-TEST, gli studenti de La Sapienza e i sostenitori della sperimentazione animale avevano organizzato per la stessa data una contro-manifestazione di solidarietà che fu annullata, su consiglio della Questura di Roma, a causa delle violente minacce ricevute da parte degli animalisti. Anche se la motivazione dell’annullamento era stata annunciata pubblicamente in quel caso Stoppa ha colto al balzo la possibilità di fare un servizio davanti all’edificio dove lavora Caminiti per mostrare che nessuno stava manifestando a suo favore (e suggerendo quindi che nessuno è a favore della ricerca scientifica condotta tramite la sperimentazione animale). Un video di Pro-TEST Italia pubblicato qualche giorno fa riassume bene la vicenda e tutti i retroscena dell’affaire Stoppa.

L’ATTESO INCONTRO TRA STOPPA E PRO-TEST ITALIA
Era nell’aria, tutti lo volevano e finalmente è successo, Giulia (di Pro-Test Italia), Luca (del gruppo di studenti della Sapienza Gruppo del Fago) e Luca (il videomaker che ha realizzato tutti i video sui primati del dr. Caminiti) hanno incontrato Edoardo Stoppa mentre bighellonava fuori dal laboratorio di Caminiti in cerca di qualche notizia da spacciare al pubblico degli animalisti e ne hanno approfittato per rivolgergli qualche domanda circa il metodo che adotta in modo costante ogni volta che parla di sperimentazione animale (che lui si ostina a chiamare vivisezione, ovviamente). L’incontro non era concordato e quindi né i ragazzi né Stoppa sapevano cosa sarebbe successo e viste le premesse l’incontro è stato abbastanza civile. All’inviato di Striscia è stato contestata la scarsa conoscenza delle procedure scientifiche che denuncia (ad esempio di non conoscere le procedure che regolano la sperimentazione animale). Altro punto scottante sono i centri di riabilitazione per gli animali da laboratorio. Stoppa in un servizio andato in onda il 14 febbraio sostiene di aver individuato quattro centri disponibili ad accogliere gli animali da laboratorio. Il problema è che questi centri si occupano di recupero della fauna selvatica ma non sono attrezzati per la riabilitazione degli animali da laboratorio e quindi non sarebbero in grado di prendersi cura dei primati di Caminiti. Se si dovesse fare come dice Stoppa l’unica cosa che succederebbe sarebbe quella di spostare gli animali da laboratorio da una gabbia all’altra.

Altro punto interessante: l’incontro tra Stoppa e Caminiti. C’è da capire che visto l’accanimento di Striscia contro il professore un incontro del genere sarebbe di per sé un bel colpo. Quelli di Pro-TEST sono riusciti a strappare, dopo tanto insistere, la promessa che semmai ci sarà questo benedetto scontro finale si svolgerà secondo delle regole. Una su tutte sarà garantito il contraddittorio (cosa che fin’ora Stoppa non ha mai fatto) e che l’interlocutore di Caminiti non sarà il giornalista di Striscia o un animalista ma uno scienziato. Su questo punto Stoppa si sarebbe accontentato di uno scienziato qualsiasi (in fondo ce ne sono tanti e non hanno nulla da fare…) ma la cosa fondamentale è che per poter discutere seriamente di sperimentazione animale in ambito neurologico (ovvero il campo di ricerca di Caminiti) l’interlocutore deve necessariamente essere un neuroscienziato come Caminiti. Altrimenti non si farebbe informazione (ovvero un servizio in cui vengono esposti studi scientifici e opinioni informate in materia) ma una guerra tra chi la chiama sperimentazione animale e la ritiene utile per trovare una cura e chi la chiama vivisezione e dice che non serve a nulla. Quello che succederà nella prossima puntata è ora nelle mani di Striscia e di Stoppa, che si è impegnato a trovare un neuroscienziato per sostenere le sue tesi.
trial-by-combat
Nell’attesa del prossimo servizio di Stoppa non ci resta che sperare che qualche associazione animalista non abbia la bella idea di presentare un esposto alle forze dell’ordine per i presunti maltrattamenti agli animali nel laboratorio di Caminiti “mostrati” da Striscia. Questa è una tattica ampiamente utilizzata per poter “liberare” gli animali da laboratorio, peccato però che spesso gli animali liberati non vengano affidati a persone che li curano con amore (come avviene nei laboratori). Inoltre va sottolineato come l’intervento delle forze dell’ordine non significa automaticamente che un laboratorio ha commesso una violazione. Semplicemente le FDO operano con un regolamento diverso rispetto ai protocolli stabiliti da ASL e istituto zooprofilattico quando approvano un protocollo di ricerca con sperimentazione animale. Dal momento che numerose associazioni hanno già presentato diversi esposti nei confronti del laboratorio guidato da Caminiti ci aspetta che le cose vadano come spiega quest’infografica realizzata da Pro-TEST:

fonte: protestitalia.files.wordpress.com
fonte: protestitalia.files.wordpress.com

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