Cultura e scienze

Il vero vincitore del referendum del 4 dicembre: il CNEL

cnel referendum 4 dicembre rave party

Non è ancora ben chiaro chi abbia vinto al referendum di ieri. Verso le undici un euforico Brunetta annunciava che avevano vinto “la Sinistra, il MoVimento 5 Stelle, la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia”. Per Grillo e Salvini ha vinto la democrazia, né più né meno come ad ogni elezione. Ma in realtà l’unico ad aver vinto è stato il CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un ente del quale nessuno aveva mai sentito parlare e che nessuno sapeva di cosa si occupasse. Perché se c’è qualcuno che oggi festeggia non sono i deputati del MoVimento 5 Stelle ma i dipendenti e i nuovi estimatori del CNEL.
cnel rave party

In CNEL we trust

Nella riforma costituzionale infatti era prevista la soppressione del CNEL, che ha 64 consiglieri, costa venti milioni all’anno e che da quando è stato istituito (nel 1959) ha avanzato appena 14 proposte di legge (che il Parlamento ha ignorato). Insomma un organo consultivo che effettivamente non sembra essere molto utile al Paese. Ciononostante è successo che ieri gli elettori hanno votato per salvare il CNEL. Certo, in realtà nessuno di quelli che hanno votato No probabilmente ieri aveva in mente il CNEL quando è entrato in cabina elettorale, le priorità erano altre, in ordine sparso: evitare la deriva autoritaria, mandare a casa Renzi, difendere la Costituzione approvata con suffragio universale nel 1948, mandare Renzi a casa, consentire l’elezione di un premier eletto dal popolo e così via. Dall’altra parte della barricata il CNEL invece è stato raccontato come uno dei simboli della casta, e va da sé che dal momento che la casta ha vinto anche se a votare No erano quelli “contro la casta” (che è uno dei momenti di confusione più alta ingenerato da questo referendum) al CNEL si festeggi.
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Così come in seguito al referendum “sulle trivelle” fu organizzato il Petrolio Party per festeggiare la sconfitta del comitato promotore e degli ambientalisti del No da qualche giorno su Facebook è stato organizzato l’evento Rave Party al CNEL: “domani si festeggia e dopodomani ripartono le assunzioni”, recita la descrizione dell’evento.
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E ovviamente c’è chi si diverte a immaginare il fantastico mondo dei dipendenti del CNEL, con le loro lussuose scrivanie in mogano, la servitù, i benefit e l’ampio parcheggio. Chi non vorrebbe lavorare al CNEL? Ci vorrebbe un Jobs Act apposito.


Anche Lercio ha fatto dell’ironia sul fatto che Renzi abbia dovuto concedere la sconfitta al Presidente del CNEL durante una sofferta telefonata notturna. Ma probabilmente Renzi non ha avuto risposta perché dall’altra parte la situazione era questa:


Ora che gli italiani hanno salvato il CNEL non potranno certo dire che l’Italia non è una Repubblica fondata sul lavoro. E in fondo anche Renzi dovrebbe essere contento: ha evitato la perdita di altri posti di lavoro. E il classico finto account del CNEL ha qualcosa da dire a chi voleva la sua abolizione:
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Foto copertina via Twitter.com