Cultura e scienze

Il Tg1 confonde gli sciiti con i sunniti

L’Arabia Saudita, che rappresenta il blocco sunnita, viene indicato come paese a maggioranza sciita. Viceversa l’Iran, a maggioranza sciita, viene indicato come maggioranza sunnita

tg1 sciiti sunniti

Nella Rai sovranista oltre ad essere rimasti indietro con le lancette a equilibri di pluralismo precedenti, con Salvini e la Lega che strabordano negli spazi di informazione, si pubblica anche una infografica, andata in onda nel Tg1, il principale telegiornale del servizio pubblico, che confonde sciiti e sunniti e le rispettive presenze nei paesi del Medioriente.

Come il Tg1 confonde gli sciiti con i sunniti

L’Arabia Saudita, che rappresenta il blocco sunnita, viene indicato come paese a maggioranza sciita. Viceversa l’Iran, a maggioranza sciita, viene indicato come a maggioranza sunnita. Stessa cosa vale per l’Iraq, dove la maggioranza è sciita, mentre nella cartina viene segnalato il contrario.

tg1 sciiti sunniti

Michele Anzaldi su Facebook sfotte l’azienda: “Un errore imbarazzante che peraltro nasconde un pressappochismo ancor più imbarazzante: davvero si può pensare di semplificare con l’accetta la situazione in Medio Oriente? In Iraq ci sono sciiti, sunniti, curdi e altre minoranze. In Libano sunniti, sciiti, cristiano maroniti, drusi, etc. Tutto è avvenuto sotto il controllo di un’infinita e costosa catena di comando: direttore, 5 vice direttori, 3 vice direttori a disposizione del direttore ed una redazione esteri di 11 giornalisti e 3 inviati. E poi qualcuno si domanda come fa la Rai a non cogliere al volo l’occasione o peggio censurare la presenza di Rula Jebreal in Rai. Semplice: non hanno alcun bisogno di innovare o aggiornare per migliorare il prodotto, tanto i soldi piovono dal cielo, grazie al canone”. Anche il vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo va all’attacco: “Ormai un’azienda, la Rai, allo sbando e senza alcun tipo di controllo da parte dei vertici. Si dimettano tutti ma prima chiedano scusa per la pessima qualità dell’informazione e per il danno che stanno facendo alla qualità del servizio pubblico vhe peggiora giorno dopo giorno”.

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