Attualità

Il microchip nelle scarpe degli operai Fincantieri

I lavoratori dello stabilimento Fincantieri del Muggiano alla Spezia hanno scioperato a sorpresa stamani contro il contratto integrativo in corso di discussione e per la situazione del bacino di carenaggio che il consorzio guidato dalla Provincia vorrebbe vendere. «Ci vogliono fare lavorare gratis mezz’ora ogni giorno e vogliono metterci un microchip nelle scarpe da lavoro», hanno detto i lavoratori.
 
IL MICROCHIP NELLE SCARPE DEGLI OPERAI FINCANTIERI
I lavoratori, appoggiati da Fiom, Fim e Uilm, sono usciti dal cantiere e per oltre un’ora hanno bloccato la strada provinciale La Spezia- Lerici di fronte allo stabilimento e l’ingresso del raccordo autostradale. Da giorni, sono in agitazione per gli stessi motivi anche i lavoratori degli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (Genova), che fanno un’ora di sciopero ogni turno e presidiano la portineria bloccando il transito delle merci. Gli operai del cantiere di Sestri Ponente a Genova dopo una assemblea hanno dato mandato al sindacato di non sottoscrivere il contratto integrativo. È la seconda volta che gli operai Fincantieri scioperano per la questione del microchip: anche a Riva Trigoso in provincia di Genova era andata in scena la stessa protesta la settimana scorsa.
 
IL PANE, LE ROSE E IL MICROCHIP
Qualche tempo fa la Epicenter, azienda svedese, aveva impiantato microchip sottopelle ai suoi dipendenti.

Per poter essere all’altezza dell’immagine di epicentro dell’innovazione tecnologica la scelta di usare i microchip RFID (che sta per Radio Frequency Identification) al posto dei badge o dei codici d’accesso deve essere sembrata quasi obbligata. Ai dipendenti è stata data la possibilità di scegliere se farsi impiantare o meno i famosi microchip (grandi quanto in chicco di riso) con all’interno registrati i loro dati anagrafici e soprattutto i codici d’accesso all’edificio. I chip vengono impiantanti sottopelle sul dorso della mano tra pollice e indice (in quella che una volta veniva chiamata tabacchiera anatomica). Durante l’evento di presentazione il CEO di Epicenter si è fatto impiantare il suo microchip direttamente sul palco. Eh si, perché per potersi dotare del chip che apre tutte le porte di Epicenter non è necessario sottoporsi a complicati interventi chirurgici ma è sufficiente l’intervento di un tatuatore.

Mats Hederos mentre si fa impiantare il microchip (via Facebook.com)
Mats Hederos mentre si fa impiantare il microchip (via Facebook.com)

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