Cultura e scienze

Ma davvero c'è uno studio scientifico danese che dice che i gay sposati vivono di meno?

Al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini vanno in scena dibattiti e conferenze molto interessanti, come ad esempio quella a cui ha partecipato Padre Giorgio Carbone dell’Ordine dei Domenica che ci svela che una ricerca scientifica condotta in Danimarca su sudditi del Regno di Danimarca (sic) avrebbe dimostrato che l’aspettativa di vita dei coniugi di una coppia omosessuale è “infinitamente minore” di quella della controparte eterosessuale. Insomma, i gay che convivono o sono sposati morirebbero di più (e prima) rispetto agli etero. È la scienza, fratelli e sorelle. È un dato di realtà che viene taciuto (ovviamente dalle solite lobbies gay). Ne consegue che – per il bene degli omosessuali – è più conveniente non sposarsi e quindi alla fin fine la battaglia della Chiesa contro i matrimoni gay è una battaglia per consentire loro di vivere meglio e più a lungo. Questo però Padre Carbone non lo dice ma non si può che apprezzare la sua preoccupazione per la sopravvivenza e la qualità della vita degli omosessuali.
giorgio carbone meeting cl
 
I DATI DI REALTÀ
La teoria di fondo è che la vita di coppie garantisce (a livello statistico) un’aspettativa di vita maggiore rispetto a coloro che conducono un’esistenza solitaria. Ci si potrebbe quindi aspettare che lo stesso debba valere anche per le coppie omosessuali ma secondo Padre Giorgio Garbone questa supposizione è smentita dai dati di realtà portati alla luce da uno studio danese. Ma qual è questo studio danese? Non sarà mica questo studio dal titolo “Marriage, cohabitation and mortality in Denmark: national cohort study of 6.5 million persons followed for up to three decades (1982–2011)” condotto nel 2013 da Morten Frisch e Jacob Simonsen che fa seguito a quest’altro studio condotto sempre da Frisch nel 2009 dal titolo “Mortality Among Men and Women in Same-Sex Marriage: A National Cohort Study of 8333 Danes” in risposta ad un altro studio che affermava che le coppie gay “morivano di più”? Quest’ultima ricerca, condotta dai famosi attivisti anti-gay Paul e Kirk Cameron (padre e figlio, non compagni) sosteneva che una coppia omosessuale di 35 anni aveva le stesse aspettative di vita di una coppia eterosessuale di 55 anni. Proprio a riguardo di questa ricerca Morten Frisch ebbe a dire:

Cameron and Cameron’s report on “life expectancy” in homosexuals vs heterosexuals is severely methodologically flawed
It is no wonder why this pseudo-scientific report claiming a drastically shorter life expectancy in homosexuals compared with heterosexuals has been published on the internet without preceding scientific peer-review (http://www.earnedmedia.org/frireport.htm). The authors should know, and as PhDs they presumably do, that this report has little to do with science. It is hard to escape the idea that non-scientific motifs have driven the authors to make this report public. The methodological flaws are of such a grave nature that no decent peer-reviewed scientific journal should let it pass for publication

Ed infatti il primo studio del 2009 smentisce proprio le affermazioni fatte dai due Camerone nelle conclusioni scrive:

Despite recent marked reduction in mortality among gay men, Danish men and women in same-sex marriages still have mortality rates that exceed those of the general population. The excess mortality is restricted to the first few years after a marriage, presumably reflecting preexisting illness at the time of marriage. Although further study is needed, the claims of drastically increased overall mortality in gay men and lesbians appear unjustified.

Insomma, soprattutto grazie ai progressi fatti a partire dalla metà degli anni Novanta nel contenimento dell’epidemia di AIDS il primo studio di Frisch smentisce l’affermazione secondo la quale ci sarebbe un sensibile aumento della mortalità delle coppie gay. Le basse aspettative di vita di coloro che avevano contratto il matrimonio subito dopo il varo della legge sui matrimoni omosessuali in Danimarca (nel 1989) è dovuto, secondo gli autori, proprio alla maggiore diffusione dell’AIDS/HIV nella popolazione omosessuale. Ora il trend andrebbe nella direzione opposta, ovvero verso un avvicinamento delle aspettative di vita delle coppie omosessuali a quella di quelle eterosessuali. Vanno tenuti presenti alcuni fattori sociali e ambientali che influiscono su questi risultati ovvero la maggiore capacità di provvedere meglio alle proprie necessità e ai propri bisogni una volta in coppia, aspetto dovuto anche da un miglioramento delle condizioni economiche. Riguardo invece il rischio derivante da malattie cardiovascolari e cancro ecco cosa scrivono:

We are aware of no studies on the burden of cardiovascular diseases among gay and lesbian persons, but a previous study reported no evidence to suggest major differences in cancer morbidity between same-sex married persons and the general Danish population

la situazioni delle unioni omosessuali in Europa (via Facebook.com/The Economist)
la situazioni delle unioni omosessuali in Europa (via Facebook.com/The Economist)

IL MATRIMONIO FA BENE ANCHE AI GAY
I risultati dello studio condotto nel 2013 (quello citato da Padre Carbone) confermano quelli del 2009 e mostrano che, anche in virtù dell’istituto danese del matrimonio omosessuale e delle nuove terapie anti retrovirali (HAART), i gay danesi sposati oggi vivono più a lungo:

we observed a drastic reduction from 9.63 excess deaths per 1000 person-years among those who married their partner in the pre-HAART period to 1.53 excess deaths per 1000 person-years for those who married during the HAART period.

Insomma, il matrimonio avrebbe dei benefici anche per gli omosessuali e non solo per gli eterosessuali. Se la Chiesa ha davvero a cuore le sorti della vita degli omosessuali dovrebbe incentivare il Governo ad approvare la legge sui matrimoni gay.

Our study provides a detailed account of living arrangements and their associations with mortality over three decades, thus yielding accurate and statistically powerful analyses of public health relevance to countries with marriage and cohabitation patterns comparable to Denmark’s. Of note, mortality among same-sex married men has declined markedly since the mid-1990s and is now at or below that of unmarried, divorced and widowed men, whereas same-sex married women emerge as the group of women with highest and, in recent years, even further increasing mortality.

Incredibilmente, non trovandosi di fronte ad un brano della Bibbia il buon Padre Carbone si è preso la libertà di interpretare i risultati dello studio sostenendo sostanzialmente il contrario di quanto affermato da Frisch e Simonsen. E questo, fratelli sorelle, è un dato di realtà.