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Il business della fede a Medjugorje

@Giovanni Drogo|

giubileo vaticano papa francesco

Ieri Papa Francesco ha deciso che era venuto il momento di trollare i fedeli e i pellegrini che si recano in in pellegrinaggio a Medjugorje. Nell’omelia a Santa Marta, dopo essere tornato dalla visita pastorale a Sarajevo, il Papa ha criticato in modo ironico una certa modalità di intendere la fede fatta di apparizioni programmate ad orari ben precisi.

Uno dei tanti volantini che pubblicizzano le apparizioni programmate della Madonna a Medjugorje (fonte: http://www.rudybandiera.com/madonna-medjugorje-veggenti-1213.html)
Uno dei tanti volantini che pubblicizzano le apparizioni programmate della Madonna a Medjugorje (fonte: http://www.rudybandiera.com/madonna-medjugorje-veggenti-1213.html)

Il Papa non nomina mai Medjugorje, ma è evidente che quando si chiede Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio? sta facendo riferimento proprio ai veggenti che in quel luogo “santo” sostengono di poter vedere la Madonna e parlarci assieme. per la gioia di tutti i pellegrini che se ne tornano a casa convinti di aver vissuto un’esperienza che li arricchisce nella fede. Fino ad ora però la Chiesa non si era mai espressa in modo chiaro preferendo un comodo pacato scetticismo riguardo quanto accade all’interno del santuario mariano in Bosnia. L’uscita del Papa non è certo inaspettata, sull’aero che lo riportava a Roma da Sarajevo il Santo Padre aveva avuto modo di ricordare brevemente la vicenda:

Sul problema di Medjugorje Papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni, non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro. Il cardinale Mueller mi ha detto che avrebbe fatto una ‘feria quarta'”, ossia un’apposita riunione, in questi tempi.

Probabilmente qualcuno sperava che questo significasse un’apertura della Chiesa nei confronti dei veggenti di Medjugorje ma a quanto pare il Pontefice ha un’idea diversa a proposito e ha voluto fare una precisazione durante l’omelia a Santa Marta. Ma al di là della vicenda legata a Medjugorje Papa Francesco ha detto una cosa ancora più rivoluzionaria ovvero che la fede non ha bisogno di “aiutini” e di idoli (ops, ma è quasi quello che diceva Lutero).

LA LETTERA DI PAOLO BROSIO AL SUO AMICO PAPA
L’uscita del Papa ha spezzato il cuore al fedele numero uno di Medjugorje ovvero Paolo Brosio. Il povero Paolo, probabilmente ancora provato dalla finta telefonata papale ricevuta qualche tempo fa non ha retto il colpo e ha scritto un’accorata lettera aperta al Pontefice per tentare di spiegargli come vanno le cose laggiù in Bosnia, dove laggente rinasce nella fede e la Madonna saluta sempre. La lettera è davvero lunghissima (alla fine non appare la Madonna) e Brosio è talmente in confidenza con il Papa da dargli del “tu”. Per chi volesse leggere la versione integrale può andare sulla Paolo Brosio nel suo santuario tra crocefissi, Madonne e Telegatti (fonte: Facebook.com)

Paolo Brosio nel suo santuario tra crocefissi, Madonne e Telegatti (fonte: Facebook.com)

IL BUSINESS DELLA FEDE
C’è però un aspetto di cui né il Papa né Paolo Brosio hanno parlato, ovvero l’enorme giro d’affari generato dai milioni di pellegrini che ogni anno arrivano nella piccola (quattromila abitanti) città bosniaca dove è stato eretto il santuario. Se i pellegrini tornano a casa “arricchiti nella fede” i negozianti che vendono i gadget della fede e tutti coloro che forniscono servizi ai fedeli non si accontentano certo di un arricchimento spirituale. Secondo una ricerca riportata dal Piccolo di Trieste e condotta da Vencel Culjak della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Hercegovina il turismo della fede nella piccola città bosniaca dal 1981 (anno della prima apparizione) al 2013 ha generato un giro d’affari pari a 2,85 miliardi di euro (90 milioni di euro l’anno spesi dai turisti in gadget e alberghi) con guadagni anche per la Chiesa Cattolica locale che avrebbe incassato 290 milioni di euro in donazioni. Senza contare le spese di viaggio (8,5 miliardi di euro) che fanno lievitare il denaro passato per Medjugorje a 11 miliardi di euro. Passati appunto, perché a quanto pare la maggior parte degli esercizi commerciali non avrebbe licenza e preferisce fare tutto in nero (fino al 70% degli incassi non verrebbe dichiarato). Ad esempio la tassa di soggiorno locale in base ai flussi di pellegrini dovrebbe generare introiti per 600.000 euro l’anno ma nelle casse del paesino ne arrivano appena quarantamila. A Medjugorje e su Medjugorje ci guadagnano tutti quindi tranne la Bosnia-Erzegovina.