Cultura e scienze

Il buco nei conti dell'Unità

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L’Unità non buca l’edicola. E questo porta a un buco nei conti del giornale del Partito Democratico appena (ri)nato e già in chiare difficoltà economiche. Perché oltre al non trascurabile problema del fatto che il giornale bisogna pagarlo, c’è anche un tradimento per nulla annunciato: quello dei circoli del PD che avrebbero dovuto sottoscrivere un abbonamento al quotidiano ma oggi sono latitanti. E oggi il giornale perde la cifra-monstre di 200mila euro mensili, con un ritmo che potrebbe portare il rosso a 2,4 milioni all’anno. Spiega oggi Claudio Bozza sul Corriere della Sera:

Unità srl non ha ancora approvato il primo bilancio, ma secondo quanto appreso da fonti qualificate il giornale perderebbe più di 200 mila euro al mese, che alla fine dell’anno significano un rosso di circa 2,4 milioni. La situazione finanziaria, con il mercato pubblicitario ormai asfittico e lo scarso appeal tra i lettori (in primis quelli storici), è diventata sempre più preoccupante. E nelle settimane scorse la patata bollente è arrivata sulla scrivania del premier e segretario del Pd, che ha chiesto chiarimenti a Francesco Bonifazi (tesoriere del partito) contestandogli di non averlo messo dovutamente al corrente riguardo l’evoluzione dei conti dell’Unità, di cui Renzi segue molto da vicino la fattura grazie allo stretto legame con il direttore D’Angelis.
Il giornale è per l’80% di proprietà del gruppo Stefanelli Pessina, solida realtà da 400 milioni di fatturato tra immobiliare e acque minerali e che per la rinascita dell’Unità ha già investito diversi milioni. Il 19,05% è invece di proprietà di Eyu, una srl che fa capo al Pd. Ed è qui che entra in gioco il segretario, che dopo l’impegno profuso per riportare in edicola il foglio gramsciano vuole scongiurare scivoloni politici e finanziari, coordinando un importante intervento economico che consenta di chiudere il primo bilancio riducendo i danni, anche grazie ad un sempre più probabile aumento di capitale.

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Il segretario del Partito Democratico è molto arrabbiato anche perché è stato tradito dai circoli: i conti prevedevano un abbonamento a circolo per un totale di settemila, tanti quanti sono i circoli riconosciuti del PD. Ma evidentemente la penuria di denaro porta a tagliare anche i viveri, come l’importantissimo abbonamento dell’Unità. E da qui allora nella testa del premier è spuntata un’altra ideona: dirottare i fondi del finanziamento dai circoli al giornale:

Nel frattempo si sono accumulati i costi delle circa 60 mila copie stampate ogni giorno, voce chiave di spesa oltre a quella dei 30 giornalisti (dimezzati rispetto a prima). Il segretario del Pd non sembra però aver gradito la fredda reazione dei circoli, e secondo quanto filtra dal Nazareno avrebbe congelato circa un milione e mezzo di euro che il partito nazionale avrebbe incassato (e dovuto redistribuire alle sezioni locali) grazie a due per mille, tesseramento e cene di finanziamento, escluse quelle destinate a contribuire alla Fondazione Open, braccio operativo dell’attività politica dei renziani. E quel milione e mezzo, adesso, potrebbe essere dirottato per tamponare le falle dei conti dell’Unità.

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