Cultura e scienze

I rapper dell'ISIS

Il video che sembra mostrare la morte del giornalista americano James Foley ha suscitato orrore in gran parte del mondo occidentale, ma quello è stato solo l’inizio. L’intelligence inglese sospetta che l’esecutore materiale dell’omicidio di Foley non sia un “jihadista qualunque” ma un ragazzo britannico di 24 anni di origine egiziana di nome Abdel-Majed Abdel BaryBary è cresciuto a Londra ed è figlio di un cittadino egiziano, Adel Abdul Bary, a sua volta sospettato (e in attesa di processo negli Stati Uniti) di aver preso parte alla pianificazione degli attentati del 1998 alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania. L’interesse dei media sul “terrorista di casa nostra” si è poi concentrato sulla sua attività di rapper, con il nome di L Jinny o Lyricist Jinn o Lyricist Jinn Matic, i cui video sono stati trasmessi anche dalla rete nazionale britannica BBC 2 nel 2012. Pochi però si sono presi la briga di parlare delle canzoni di L Jinny  e di altri rapper che hanno abbracciato la causa dell’ISIS. Proviamo noi.
 
I RAPPER DELL’ISIS: LYRICIST JINN MATIC

La pagina Facebook di Lyricist Jinn Matic
La pagina Facebook di Lyricist Jinn Matic


Questo è il video di The Beginning tratto dall’EP Still Here. Va detto subito, L Jinny, era un rapper promettente e capace, abbastanza noto nella scena Grime londinese e nel 2011 aveva pubblicato insieme a agli hacker di TeaMp0isoN un video in supporto di un’operazione di Anonymous #OpCensorThis

Al di là dell’odio per il governo e per lo status quo e l’atto di denuncia nei confronti dei soprusi perpetrati dal Potere se davvero L Jinny fosse davvero l’assassino di Foley bisogna però ammettere che il ragazzo ne ha fatta di strada da quando diceva: “Cos all my life I’ve been a victim in this place howl/ They’re justifying all the killing “ per concludere che “Achieving peace can be so difficult when death is the cost”. Il brano è ancora in vendita su iTunes
Censor This in vendita su iTunes
Censor This in vendita su iTunes

 
EL GÉNÉRAL, IL RAP E LA PRIMAVERA ARABA
Durante la primavera araba il rapper El Général veniva indicato dai manifestanti come “la voce della Tunisia” e le sue liriche avevano lo scopo di scuotere l’opinione pubblica, esporre i crimini del regime di Ben Alì e incitare alla lotta.

Visto l’impegno di Anonymous durante la Primavera Araba non si può escludere che l’impegno di Lyricist Jinn con Anonymous sia stato ispirato dalla musica di El Général. Quello che invece è certo invece è che sia Bary che Junaid Hussain (il leader di TeaMp0isoN condannato per aver pubblicato dati personali di Tony Blair) hanno scelto assieme la strada del terrorismo islamico. In base a quanto riporta il Daily Mail Hussain, che su Twitter usa il nome  Abu Hussain al-Britani, sarebbe attualmente in Siria per addestrare i terroristi dell’ISIS nelle tecniche di guerriglia informatica.
Il profilo Twitter di Abu Hussein Al Britani
Il profilo Twitter di Abu Hussein Al Britani

La performance di Jinn per Link Up Tv

Nel finale di Final Stage chiede “gimme something to believe in”, non si può certo negare che l’abbia trovato.

È però in questo warm up per SBTV: music (uno degli ultimi come L Jinny) sulla base di Ready or Not che con il senno di poi possiamo interpretare la sofferenza di Bary quando dice “and now they want to send my family back to Egypt/ I already feel seasick” come una dichiarazione di straniamento dalla società occidentale che aveva accolto la sua famiglia fin dalla sua nascita.

 
I RAPPER DELL’ISIS: DESO DOGG
Tra i vari nomi di presunti terroristi di origine europea figura anche Denis Cupert aka Deso Dogg, un cittadino tedesco  convertito all’Islam con il nome di Abou Maleeq, era quello di maggiore successo.
 
La pagina Facebook di Deso Dogg
La pagina Facebook di Deso Dogg

Con lo pseudonimo Deso Dogg ha pubblicato 3 album tra il 2006 e il 2009 e ha girato alcuni videoclip ad esempio questa “chi ha paura dell’uomo nero”

Rispetto a quelle di L Jinn le produzioni di Dogg sono più mature e curate, così come lo sono i video.

“Benvenuti nel mio mondo di odio e sangue”, dice nel chorus, e nel finale una preghiera ad Allah “Per favore non lasciarmi cadere, voglio solo fare del bene sulla strada verso la mia tomba”. Sarebbe facile identificare in queste liriche il desiderio di morte di un terrorista islamico pronto a dare la vita per consacrare ad Allah questo mondo che lo odia. La realtà è che ci sono centinaia di canzoni (non solo rap) in cui chi canta dice di non essere compreso dal mondo e di volerlo abbandonare. Nel  2011 Cupert si è convertito all’Islam

ha abbandonato la sua carriera musicale e il suo nome ed è entrato a far parte della schiera dei combattenti  jihadisti in Siria. Sembra che nell’aprile del 2014 Deso Dogg – Abou Maleeq sia stato ucciso in un doppio attentato suicida. Sarebbe interessante avere la possibilità sentire il rap degli Mc diventati terroristi dell’ISIS, se a loro fosse concesso di rappare liberamente e non limitarsi a inneggiare al Jihad. Potrebbe diventare un importante documento per conoscere cosa succede nell’ISIS agli occidentali o a coloro che tanto hanno amato certi aspetti della cultura statunitense da farne il loro mezzo di espressione  principale. Quello che invece possiamo ascoltare è il rap che alcuni MC facevano prima di andare a combattere per le milizie di Abu Bakr al-Baghdadi. Una manciata di brani che ci aiutano a capire una fase della vita di queste persone, ma che non fotografano il momento presente.