Cultura e scienze

I fumetti su Gesù gay e blasfemo e la fine della civiltà occidentale prossima ventura

Giovanni Drogo|

Fino a qualche mese fa tutti a Libero erano Charlie. Ma era facile, il nemico della libertà di espressione era nientemeno che l’Islam tutto, i martiri erano i disegnatori e i redattori di Charlie Hebdo, degli occidentali, dei cittadini europei. All’epoca passarono quasi in secondo piano le copertine del settimanale sul Papa, Gesù e i preti pedofili, i giornali come Libero preferirono invece ripubblicare le copertine in cui si faceva satira su Allah, Maometto o il Corano. Ieri Giuseppe Pollicelli (uno tra i maggiori esperti di fumetto italiani) ha scoperto che anche in italia c’è chi fa satira sulla religione, solo che è quella sbagliata: la religione cattolica.
 

fonte: Libero
fonte: Libero

 
SE IL FUMETTO BLASFEMO È TROPPO MAINSTREAM
Per Pollicelli i problemi dei fumetti che prendono in giro la Chiesa, Gesù e la religione cattolica sono tre: il primo è che è diventato troppo di moda, passi per Don Zauker di Pagani e Caluri ma quando arrivano Davide La Rosa (Zombie Gay in Vaticano che è il primo numero di Suore Ninja), Don Alemanno (Jenus di Nazareth) e Daniele Fabbri e Stefano Antonucci (Gesù La Trilogia) allora il fenomeno perde tutta la sua originalità e non vale più la pena di seguirlo. Il secondo problema è il fatto che è troppo facile prendersela con la Chiesa e con Gesù, sarebbe molto meglio se gli autori in questione concentrassero i loro sforzi creativi “contro” altre religioni: perché nessuno se la prende con ebrei e musulmani? si chiede Pollicelli.

attualmente, l’ultima cosa da fare se si vuol risultare eversivi è prendersela con il cattolicesimo, che è semmai un inerme agnello sacrificale. Oggi sbeffeggiare Gesù non è da temerari, ma da pavidi e da conformisti: ci si dedichi piuttosto all’islam o all’ebraismo.

MALA TEMPORA CURRUNT!1
Terza ed ultima questione, il proliferare di questo genere letterario (e il fatto che i fumetti siano letti da giovani e giovanissimi) mette in luce la questione morale del nostro secolo: la mancanza di rispetto per i valori fondanti dell’Europa (c’è chi potrebbe obbiettare dicendo che l’Illuminismo ha giocato un ruolo ben maggiore) che si traduce – in un cortocircuito logico di tutto rispetto – in mancanza di rispetto per sé stessi. Chi scrive fumetti blasfemi (ma anche chi li legge e sorride) lo fa perché odia sé stesso:

Poi questa immotivata acredine nei confronti della religione, che è uno dei cardini della nostra civiltà – e quindi della nostra identità
di italiani e di europei – è una spia inquietante del vuoto morale e culturale di cui l’Occidente è preda, e dietro a cui si cela un inesplicabile odio verso di sé. Un odio che trova una delle sue più terrificanti manifestazioni – e veniamo così al secondo fenomeno che volevamo affrontare –
nella bestemmia ormai adottata quale normale intercalare da moltissimi giovani.

L’esperto di fumetti qui si fa sociologo e ci racconta che migliaia di ragazzi e ragazze (ebbene sì) bestemmiano. E non è una bestemmia come quella dei nostri nonni (bei tempi quelli..) ma un atto gratuito “privo di dramma e di dolore“. Una bestemmia che serve al massimo a fare ridere (un po’ come quella della barzelletta di Berlusconi?) ma che è sintomatica (dice lo “psicologo” Pollicelli) dell’odio che quell’oscuro oggetto dell’incomprensione degli adulti spesso definiti come “i giovani” provano per sé stessi: “è come se si sputassero addosso“, conclude.
don zauker libero pollicelli
 
L’INTERVISTA DI NEXTQUOTIDIANO A DUE AUTORI MESSI ALL’INDICE
Abbiamo raggiunto Daniele Fabbri mostra orgoglioso l'articolo di Libero (fonte: Facebook.com)

Daniele Fabbri mostra orgoglioso l’articolo di Libero (fonte: Facebook.com)

Ciao Davide, ieri su Libero si parlava di fumetti blasfemi che hanno come tema la religione cattolica. Secondo Giuseppe Pollicelli questo filone in Italia ormai è divenuto del tutto conformista la prova è, secondo lui, che è troppo facile prendere in giro la Chiesa e la religione. Secondo te è davvero così? C’è qualcosa che i fumetti non possono dire?
Ciao a voi. Credo che Pollicelli definisca “Blasfemo” tutto quello che è “Anticlericale”… c’è differenza tra le due cose. Un po’ come la differenza che c’è tra “Giornalista” e “Giornalaio” (massimo rispetto per entrambe le categorie ma sono due cose diverse). Ma veniamo alla domanda che mi hai fatto. Rispondo con un aneddoto. L’anno scorso, mentre era in corso la pubblicazione “Suore ninja”, mi arrivarono alcune mail di giornalsti in cui mi raccontavano di non aver potuto mandare alle stampe articoli in cui si parlava dei miei fumetti anticlericali perché il loro direttore, “super cattolico”, glielo ha negato. Fino a quando ci sarà questo tipo di censura vorrà dire che c’è bisogno di fare satira religiosa a fumetti. Non è che ci sono troppi fumetti anticlericali… ce ne sono solo di più. Sul “Conformismo”, bo, a me sembrano più conformisti i TG che non fanno altro che parlare di quanto sia bravo Papa Francesco e di quanto siano fortunati quelli che ritrovano la fede.
Nel tuo caso ad esempio, perché scrivi fumetti “di una marcata blasfemia” come Zombie gay in Vaticano e Suore Ninja? Insomma, per rispondere a Pollicelli, perché te la prendi tanto con la religione?
Me la prendo con la religione perché in Italia la religione Cattolica è un problema. Nel senso che ci sono un sacco di diritti che vengono negati per colpa di una morale cattolica che viene imposta. in “Zombie gay in Vaticano” parlavo di quello… facevo notare la politica omofoba che attua la Chiesa. E non sono solo i gay quelli discriminati: si pensi a malati terminali; coppie di fatto; ecc…
Pollicelli invita Daniele Fabbri (ma probabilmente anche tutti gli autori di fumetti blasfemi) ad occuparsi di altro, ad esempio a dedicarsi a irridere ebraismo e islam. Un po’ come a dire, facile prendersela con “i buoni”, come rispondi a questa critica?
Io di questa domanda, quella di Pollicelli, mi sono anche stufato. Me la fanno tutti i cattolici che non hanno argomentazioni e rispondono così ai miei fumetti o alla mie osservazioni. Partiamo da un presupposto: ognuno parla di quello che vuole e non di quello che gli dicono gli altri. E’ come se io chiedessi a Pollicelli, o a chi per esso, perché non fa articoli, per esempio, sulla cronaca del Laos. Non faccio fumetti sull’Islam o sull’ebraismo semplicemente perhé la gente non sa nulla di Islam o ebraismo. E perché in Italia non si conoscono a fondo altre religioni? Perché in Italia si parla solo del cattolicesimo, di quanto sia buono Papa Franscesco (o il Papa di turno) e di quanto sia importante il Presepe e il Crocifisso nelle scuole. Ci bombardano di figure cattoliche nelle fiction e nei talk show. Esaltano gente invasata che va in TV a dire di aver visto la Madonna. Io faccio satira e, per ricollegarmi a quanto detto alla domanda di prima, me la prendo con quelli che ci negano diritti in Italia. L’Islam in Italia non è un problema. Se poi Pollicelli sottende che non faccio satira sull’Islam per paura di chissà quale attentato, bè, dimostra che manco lui sa cosa sia l’Islam e scambia dei terroristi per l’islam. E’ come se io dicessi che tutti i cattolici sono degli stragisti usando Breivik come esempio… oppure è come se dicessi che tutti i cattolici sono mafiosi perché ogni volta che arrestano mafiosi trovano nelle case immagini cattoliche. Ma sono tutte cose che non dico e non penso perché so che non è così… così come so che l’Islam non è una religione di morte (sì, so cosa c’è scritto nel Corano: più o meno le stesse minacce di morte verso l’infedele che ci sono scritte nella Bibbia e in quasi tutti i testi sacri del Mondo).
Hai mai pensato ad un fumetto che metta alla berlina certi stereotipi del giornalismo italiano?
Sarebbe da fare, certo. Non credo di esserne in grado. Quando faccio satira preferisco trattare argomenti che conosco.

Un disegno "blasfemo" di Davide La Rosa
Un disegno “blasfemo” di Davide La Rosa

In copertina: Gesù di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci