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I carabinieri a Montecitorio si son tolti i caschi per omaggiare Iacovacci, non per i ristoratori | VIDEO

I sovranisti ne hanno approfittato per dire che il gesto dei carabinieri fosse per esprimere vicinanza a quanti erano lì per protestare. Ma è falso.

carabinieri montecitorio

Mentre arrivano le notizie dal Congo sull’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, davanti a Montecitorio andava in scena la protesta dei ristoratori, che erano lì a chiedere a gran voce che le restrizioni anticovid siano ammorbidite, così da poter riaprire i ristoranti almeno la sera. L’evento ha radunato davanti alla piazza decine di piccoli imprenditori che tutto il giorno son rimasti lì (tanto che poi col buio li ha raggiunti anche il leader della Lega Matteo Salvini). Ma, come detto, sono anche le ore in cui inizi ad arrivare in Italia la notizia dell’attacco alle due auto del Wfp su cui viaggiavano il giovane ambasciatore italiano in Congo, il militare 30enne e un altro connazionale, Rocco Leone, impiegato del Programma alimentare mondiale. Prima si viene a sapere dell’uccisione di Luca Attanasio, il nome del carabiniere sarà diffuso invece poco dopo.

Vittorio Iacovacci, 30 anni e un matrimonio alle porte. Alle 14 circa la notizia diventa di dominio pubblico, e l’Arma e tutte le forze dell’ordine si uniscono al cordoglio dei carabinieri. Tanto che quelli che sono in piazza a Montecitorio a cercare di contenere i ristoratori in protesta, si tolgono il casco. Qualcuno lì pensa che sia per esporre solidarietà nei loro confronti, ma invece è per omaggiare e rispettare il giovane collega ucciso in Africa. Scrive La Stampa:

Al corteo dei ristoratori a Roma, ieri, c’è stato spazio per la commozione in ricordo di Vittorio Iacovacci: “Bravi, bravi”, ha urlato la folla agli agenti, che si sono inchinati per il collega.

Anche se quel “Bravi, bravi”, sembra che sia detto da qualcuno che creda che lo siano facendo per loro. Così come il forte applauso che ne deriva. Come hanno pensato – sbagliando- quelli che hanno pubblicato il video con questa didascalia:

O anche come qualche giornale (esempio: il sito dell’agenzia stampa Dire), inciampato in titoli come questo:

titolo dire carabinieri ristoratori

La verità è che stavano omaggiando il collega, come dice giustamente Josto Maffeo in questo tweet: