Cultura e scienze

Il governo Lega-M5S come Bandersnatch di Black Mirror

Il critico televisivo Aldo Grasso nella sua rubrica sul Corriere della Sera oggi azzarda un azzeccatissimo paragone tra l’ultimo episodio della serie tv di Netflix Black Mirror e il governo Lega-M5S, che, come è noto, su tanti punti programmatici dall’euro alla tassazione delle imprese non profit, ha delle idee ma se non vi piacciono ne ha delle altre:

Da alcuni giorni, Netflix ha reso disponibile «Bandersnatch», un film evento interattivo: lo spettatore può intervenire sulla trama, scegliendo tra varie possibilità. Scelte da compiere e pericoli da superare sono gli elementi di questo Black Mirror. Un po’ come sta facendo il governo Conte con la legge di Bilancio: ogni membro dell’esecutivo sta vagliando il suo finale.

Il reddito di cittadinanza e Quota 100? Sì, forse, per ora è meglio ritardare l’entrata in vigore. Tasse sul non profit? Di Maio si scusa e fa retromarcia: «La norma sarà rivista a gennaio». L’università si lamenta per i tagli alla ricerca? Il sottosegretario Fioramonti: «Non sono tagli ma accantonamento, fino a luglio non succederà nulla. Abbiamo tempo per rimediare». Flat tax? Boh, alla prossima. Così, per ogni capitolo di spese.

MANOVRA M5S NOVE PUNTI

La serie Black Mirror disegna un futuro distopico e angosciante,un’esistenza condizionata dalla tecnologia e dall’algocrazia. Quasi ci siamo. Mai Finanziaria è stata più incerta e contraddittoria di questa: il povero ministro Tria è entrato in confusione quando gli hanno fatto notare che la manovra gialloverde avrebbe avuto «effetti recessivi sulla crescita». Nella confusione si possono scegliere trame differenti, secondo la ferale logica che un finale vale l’altro. Non è vero: solo il lieto fine giustifica i mezzi.

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