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Going clear, il documentario su Scientology

Giovanni Drogo|

Domenica la HBO ha trasmesso “Going Clear: Scientology and the Prison of Belief” basato sul libro di Lawrence Wright “Going Clear: Scientology, Hollywood, and the Prison of Belief“. Going Clear è un documentario che tutti coloro che non sanno cosa sia Scientology dovrebbero vedere. Perché la Church of Scientology (questo il nome completo della setta) non è una moda solo americana e la presenza dei centri di “ricerca” e di preghiera di nel nostro Paese va aumentando sempre di più, con going clear scientology
Perché i “sacri testi” (in realtà dei libri di fantascienza abbastanza scadenti) di Scientology, così come le pratiche di “liberazione della coscienza”, sono tutti avvolti dal segreto. Scientology è un culto misterico per iniziati. Ma c’è una buona notizia: chiunque può entrarne a far parte, è sufficiente donare tutti i propri averi all’organizzazione. Ed è in questo modo che Scientology ha distrutto intere famiglie, dilaniandole dall’interno e spingendo i figli contro i genitori. Ma la cosa più interessante del documentario diretto da Alex Gibney è che a raccontare la realtà di Scientology ci sono coloro che sono riusciti ad uscirne (perché uscire da una setta non è mai una cosa facile) ex leader spirituali e soprattutto filmati dei meeting tenuti dall’attuale presidente di Scientology David Miscavige e addirittura alcuni spezzoni mai andati in onda di una vecchia intervista al fondatore di Scientology (El) Ron Hubbard. In questi spezzoni Hubbard sostanzialmente ammette di essere a conoscenza del fatto che sono stati compiuti abusi all’interno della sua organizzazione.
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Il documentario racconta cose già note riguardo a Scientology, come ad esempio la nascita delle Sea Org per sfuggire alle indagini dell’IRS (l’Agenzia delle Entrate USA) sulle attività della Chiesa negli States.

Da "Going Clear: Scientology and the Prison of Belief"
Da “Going Clear: Scientology and the Prison of Belief”

Vengono spiegate anche cose meno note: le menzogne raccontate da Hubbard sulle sue fantomatiche imprese di guerra durante il secondo conflitto mondiale e soprattutto il funzionamento del processo di “auditing” (sempre tramite quella patacca che è l’E-meter). L’auditing è sostanzialmente la versione della Church of Scientolgoy della confessione cattolica ma è ancheuna sorta di colloquio “terapeutico” durante il quale l’adepto impara le regole della Chiesa e viene punito in caso di trasgressione. È il modo inventato da Hubbard per esercitare il controllo sugli adepti del culto, tutti gli adepti devono sottoporsi a numerosi auditing, tenuti da altri membri della Chiesa il cui livello di Clear è superiore a quello di chi deve sostenere l’auditing. In sostanza è un po’ come quelle società di vendite multilevel dove a guadagnarci è solo chi sta in cima alla catena alimentare. L’auditing mira però anche a svuotare l’individuo della propria volontà rendendo possibile ai Clear la manipolazione psicologica della vittima. Ma è dopo la seconda metà che “Going Clear” affronta i punti oscuri di Scientology, i programmi forzati di riabilitazione, gli abusi sugli adepti e le violenze nei confronti di coloro che manifestavano l’intenzione di voler abbandonare la setta. E naturalmente i metodi per ridurre al silenzio coloro che criticavano l’organizzazione. Il tutto in nome del sacro dovere di “rimuovere” le imperfezioni.
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Il punto del documentario è che ci sono due modi per poter togliere potere alla multimiliardaria organizzazione: il primo è convincere la IRS a togliere l’esenzione dalle tasse alla Church of Scientology, la seconda è che le celebrità che sono ai massimi livelli di OT escano allo scoperto rivelando l’ammasso di menzogne su cui è fondato il culto di Hubbard.
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